Fondo Salva Stati. Scontro Salvini-Conte. M5S: subito vertice maggioranza

E’ scontro senza esclusione di colpi tra Matteo Salvini ed il presidente del consiglio Giuseppe Conte sul Fondo salva Stati (Mes). Tanto che l’ex ministro dell’Interno arriva, addirittura, ad invocare la galera per il premier accusandolo “di alto tradimento”. Ma anche il M5S va all’attacco e chiede subito un vertice di maggioranza. L’attacco del segretario della Lega a Palazzo Chigi arriva via facebook. “Pare che Conte abbia firmato un accordo per cambiare il fondo salva-Stati, di notte, di nascosto, un fondo ‘ammazza-Stati’ senza l’autorizzazione del Parlamento, hanno dato l’okay dell’Italia, perché in quel caso sarebbe alto tradimento”. “Se qualcuno ci infila in questa gabbia del Mes, i titoli di Stato rischiano di valere sempre meno”, aggiunge Salvini: “Se qualcuno ha firmato all’oscuro del popolo e del Parlamento lo dica adesso, altrimenti sarà alto tradimento e per i traditori in pace e guerra il posto giusto è la galera”.

Durissima replica di Palazzo Chigi alle accuse mosse da Matteo Salvini su una presunta revisione del Mes. “La Presidenza del Consiglio ha l’obbligo di chiarire le notizie infondate e false diffuse, anche oggi, dal senatore Matteo Salvini. Innanzitutto, la revisione del Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) non è stata ancora sottoscritta né dall’Italia né dagli altri Paesi e non c’è stato ancora nessun voto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, o degli altri Capi di Stato e di governo europei sul pacchetto complessivo di questa riforma. In definitiva, nessuna firma né di giorno né di notte”.

“La sottoscrizione è calendarizzata per il prossimo mese di dicembre e il ministro dell’Economia Gualtieri ha già chiarito, per iscritto – viene inoltre precisato – la sua disponibilità a riferire alle Camere l’avanzamento dei lavori e a illustrare nel dettaglio i contenuti della riforma, anche con riguardo all’intero pacchetto. Si ricorda che, in ogni caso, il Parlamento ha un potere di veto sull’approvazione definitiva della revisione Trattato Mes e avrà modo di pronunciarsi in sede di ratifica, quindi prima di ogni determinazione finale in merito alla sua entrata in vigore”.

E poi giù l’attacco politico al leader della Lega. “Il fatto che il senatore Salvini scopra solo adesso l’esistenza” di un negoziato sul Mes è molto grave. Denota una imperdonabile trascuratezza per gli affari pubblici. Chi pretende di guidare l’Italia senza premurarsi di studiare i dossier dovrebbe quantomeno evitare di diffondere palesi falsità. Il senatore Salvini, all’epoca era vicepresidente del Consiglio dei ministri nonché ministro dell’Interno – rimarcano da Palazzo Chigi, entrando a gamba tesa sulla polemica – e avrebbe dovuto prestare più attenzione per l’andamento di questo negoziato, tanto più che l’argomento è stato discusso in varie riunioni di maggioranza, alla presenza di vari rappresentanti della Lega (viceministri all’Economia e presidenti delle Commissioni competenti)”.

Richieste di precisazioni arrivano anche da esponenti del M5S che chiedono a Luigi Di Maio di convocare un vertice di maggioranza per discutere del Mes. “Chiediamo al Capo Politico di far convocare un vertice di maggioranza, perché sul Mes noi non siamo d’accordo”, scrivono in una nota i deputati M5S della Commissione Finanze. “Il Parlamento aveva dato un preciso mandato al Presidente del Consiglio Conte. La discussione sul Mes deve essere trasparente, il Parlamento non può essere tenuto all’oscuro dei progressi nella trattativa e non è accettabile alcuna riforma peggiorativa del Mes, ad esempio prevedendo che l’aiuto sia condizionato al ricatto di riforme strutturali che di fatto porterebbero ad un commissariamento degli Stati in difficoltà. Oggi è chiaro, invece, che la riforma del Mes sta andando proprio nella direzione che il Parlamento voleva scongiurare. Chiediamo al Capo Politico di far convocare un vertice di maggioranza, perché sul Mes noi non siamo d’accordo”.

Sulla questione il 15 novembre, al seminario congiunto Official Monetary and financial institutions forum OMFIF-Banca d’Italia, è intervenuto Ignazio Visco, secondo cui la riforma del Mes deve essere gestita attentamente perché potenzialmente comporta “rischi enormi” . Per il numero uno di Palazzo Koch “dovremmo tutti tenere a mente le terribili conseguenze dell’annuncio del coinvolgimento del settore privato nella risoluzione della crisi greca dopo il vertice di Deauville a fine 2010”.

 

 

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