Fino al 3 dicembre al Teatro Mercadante di Napoli la versione rock delle ‘Baccanti’ di Euripide, con la regia di Andrea De Rosa

Al Teatro Mercadante di Napoli è  andata in scena ieri la prima dello spettacolo  teatrale le ‘Baccanti’ di Euripide una tragedia classica in versione rock, adattata e diretta da Andrea De Rosa.

Lo spettacolo,   che sarà in replica fino al 3 dicembre,  è  interpretato da Federica Rosellini,  versione femminile del Dio Dioniso, figlio di Zeus, che permea tutta la pièce, da Marco Cavacchioli nel ruolo di Tiresia, da Cristina Donadio nel ruolo di Agave e da Ruggero Dondi nel ruolo di Cadmo.

Le ‘Baccanti’ di Euripide  in scena al Mercadante realizzano un  grande impatto visivo grazie anche  alla  struttura tecnologica delle scenografie, riscuotendo un    grande successo da parte degli spettatori. Lo spettacolo è un continuo contrapporsi tra razionale e irrazionale, il primo rappresentato dal re di Tebe Penteo, il secondo da Dioniso stesso e dalla sua pletora di Baccanti e fedeli.  Il tutto, mentre una continua musica cadenzata e battente scandisce il tempo della narrazione  in maniera incalzante.

 Dioniso è protagonista intorno al quale si svolge tutta la narrazione, un Dio ben interpretato dalla Rosellini, figura quasi androgina, dai capelli lunghi e costantemente in piedi dietro un microfono quasi come una star del rock. Ed è questo, insieme alla musica martellante, un altro tratto che rimanda all’adattamento rock dell’opera greca.

La scenografia, ridotta all’osso, è costituita da uno spazio vuoto con al centro Dioniso,  e alle spalle una grande scatola simile al retro di un tir, che rappresenta il Monte Citerone, luogo privilegiato dalle Baccanti che, come delle moderne fan, portano avanti i propri balli rituali e lascivi in favore del Dio.

Infine, con le spalle al pubblico e lo sguardo rivolto alla scena, siede Penteo Re di Tebe che scettico non riconosce la divinità di Dionisio,  anzi  cerca di arrestarlo, scatenando ancora di più la sua ira vendicativa, il tutto accompagnato dalle danze estatiche delle donne della città. Anche Cadmio, il nonno del Re, e l’indovino Tiresia,  si lasciano trasportare, vestiti da donne, in questi irresistibili rituali  Scene, queste, che pongono lo spettatore  estasiato di fronte alla fermezza spietata di un Dio in cerca di vendetta contro chi non crede in lui, dimostrando una debolezza tipica dell’essere umano. Penteo che, pur respingendolo, si lascia convincere a partecipare al rito delle Baccanti per osservarle di persona danzare e cacciare il Dio. Vestito da donna,  si mimetizza tra loro, andando incontro al suo destino: scambiato per un leone, verrà sbranato dalle donne con a capo Agave, sua madre, inconsapevole di star uccidendo il proprio figlio.

E’ un testo   ricco di sfide, di  continui dualismi tra mascolinità e femminilità, potenza e debolezza, razionalità e irrazionalità, bene e male, fede e ragione, che sono il minimo comune denominatore di un’opera costantemente sul filo dell’ambiguità dove il perdono manca completamente.

La domande che lo spettatore si pone, la stessa  esplicitata dallo stesso Cadmo,  e’ la seguente ‘Ma l’ira degli dei non dovrebbe esser diversa da quella dei mortali?’.  A questa domanda non  sembra non ci sia una  risposta…

 

LE BACCANTI
di Euripide

adattamento e regia Andrea De Rosa

con Marco Cavicchioli, Cristina Donadio, Ruggero Dondi

Lino Musella, Matthieu Pastore, Irene Petris, Federica Rosellini

Emilio Vacca, Carlotta Viscovo
e con Marialuisa Bosso, Francesca Fedeli, Serena Mazzei

(allieve della Scuola del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale)

foto  Marco Ghirelli

 scene Simone Mannino
costumi Fabio Sonnino
luci Pasquale Mari
sound designer G.U.P. Alcaro
musiche originali G.U.P. Alcaro e Davide Tomat
cura del movimento Alessio Maria Romano

produzione Teatro Stabile di Napoli–Teatro Nazionale

Rosaria Palladino

 

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