Lavitola a Poggioreale. “Voleva 5mln da Berlusconi per stare zitto”

E’ finita la latitanza di Walter Lavitola. L’ex direttore dell’Avanti, dal 14 ottobre 2011 in Sud America, è rientrato in Italia con un volo proveniente da Buenos Aires. Appena sbarcato allo scalo romano è stato arrestato dalla polizia di frontiera, in relazione ai provvedimenti che la Guardia di Finanza di Napoli e la Digos gli avevano notificato. Il giornalista da poco è giunto nel carcere di Poggioreale a Napoli. All’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Bari, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni che l’imprenditore Giampaolo Tarantini avrebbe subito circa la testimonianza sulle feste a casa dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, su Lavitola pendono altre accuse: corruzione internazionale e finanziamento all’editoria, accusa per cui è coinvolto anche il senatore del Pdl, Sergio De Gregorio.

Corruzione internazionale. Una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata a Valter Lavitola, l’ex direttore de L’Avanti, al suo sbarco in Italia all’aeroporto di Fiumicino. Il provvedimento, firmato dal gip del tribunale di Napoli su richiesta del pool di pm della sezione Reati contro la pubblica amministrazione della procura partenopea, riguarda il reato di corruzione internazionale e fa riferimento all’ipotesi di presunte tangenti a politici panamensi per la costruzione di carceri. Dalle fonti di prove acquisite dai pubblici ministeri di Napoli Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli riguardo alle attività svolte all’estero da Lavitola, “emerge chiaramente” , a livello di gravità indiziaria, il coinvolgimento, oltre di Lavitola nel ruolo di intermediario, anche del Presidente di Panama Martinelli e di uomini del suo governo nel “mercimonio” legato alla realizzazione di carceri modulari nello Stato dell’America centrale.

Fondi all’editoria custodia cautelare per Sergio De Gregorio. Nella vicenda all’interno della quale sono scattate nuove accuse per Valter Lavitola è stato emesso, dal gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Procura Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli, John Henry Woodcock, dal procuratore aggiunto Francesco Greco, un ordine di custodia domiciliare nei confronti del senatore del Pdl Sergio De Gregorio. Il provvedimento è stato trasmesso al Senato per l’autorizzazione all’esecuzione. Il reato contestato è di associazione per delinquere legata ai fondi per l’editoria. In questo filone dell’inchiesta sono indagate anche altre quattro persone:  Antonio Bifano, Vincenzo Ghionni, Roberto Cristiano e Patrizia Gazzulli. “Mi difenderò con le unghie e con i denti”, è il primo commento a caldo del senatore Sergio De Gregorio (PdL). “Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare” aggiunge il parlamentare napoletano.

Lavitola voleva 5 mln da Berlusconi. Valter Lavitola avrebbe avuto intenzione di chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi per tacere su cose che avrebbe saputo sull’ex presidente del consiglio. E se il leader del Popolo delle Libertà non avrebbe ceduto, l’ex direttore dell’Avanti!  “avrebbe avuto tutte le giustificazioni, anche morali, per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi”. E’ quanto dichiara ai pm di Napoli Maria Lavitola, sorella di Valter. “Mio fratello Valter circa 20-30 giorni fa mi ha telefonato e mi ha detto di recuperare un contratto di pubblicità stipulato da l’Avanti con Berlusconi fra il 1998 e il 2002/2003. Io gli dissi cosa significava Berlusconi e lui mi disse che il contratto era intestato a qualche raggruppamento politico o a qualche società controllata da Berlusconi e che in quel momento non ricordava. Ricordava però che l’importo del contratto era di 800mila euro o un miliardo e mezzo a favore de l’Avanti per prestazioni pubblicitarie. Mi disse che dovevo prendere quel contratto e portarlo a Berlusconi. Gli chiesi perché dovevo fare ciò e lui mi disse testualmente “Sono cazzi miei”. Gli chiesi come avrei potuto avvicinare Berlusconi e lui mi rispose che sarei potuta andare a Palazzo Grazioli e lasciare al portiere in busta chiusa il predetto contratto dicendo al portiere che il presidente attendeva questa lettera”. E’ quanto racconta il 17 febbraio 2012, circa un mese fa, Maria Lavitola, sorella di Valter, ai pm napoletani. La donna sostiene di non aver eseguito l’incarico che le aveva dato il fratello. La testimone rivela anche di aver incontrato nel novembre 2011 una donna, Neire Cassia Pepes Gomez, che a suo dire sarebbe stata inviata in Italia dal fratello. Neire le riferi’ di avere con se’ una lettera di Valter da consegnare ad un avvocato che avrebbe dovuto recarsi da Berlusconi per chiedergli la somma di 5 milioni di euro. “Io chiesi a Neire – ha dichiarato Maria Lavitola – a che titolo Berlusconi dovesse dare questi soldi a mio fratello e lei mi rispose che era una tattica, nel senso che se gli dava questi 5 milioni di euro andava tutto bene, mentre se non li dava Valter, una volta tornato in Italia, avrebbe avuto tutte le giustificazioni anche morali per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi. Insomma, a dire di Neire, non bisognava spiegare a Berlusconi il motivo della richiesta”.

All’Avanti 23 milioni di euro. Secondo l’accusa, Valter Lavitola, Sergio De Gregorio ed altri dieci indagati hanno fatto risultare che la International Press, editrice dell’Avanti!, possedesse tutti i requisiti di legge per ottenere i contributi previsti dalla legge per l’editoria: dal 1997 al 2009 avrebbe ricevuto in tutto 23 milioni e 200mila euro. Il gruppo, attraverso fatture e altri documenti falsi, faceva risultare che il giornale avesse un’adeguata diffusione attraverso le vendite in blocco e lo strillonaggio.

Le persone coinvolte: 19 indagati. Sono dieci le ordinanze di custodia cautelare – sei in carcere e quattro ai domiciliari – disposte dal gip di Napoli nell’ambito della nuova inchiesta che ruota attorno a Valter Lavitola. Diciannove, in tutto, gli indagati. Gli arresti in carcere sono stati disposti per lo stesso Lavitola, Vincenzo Ghionni, Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano e Enzo Valori. Arresti domiciliari  per Roberto Cristiano, Santo Antonio Bifano, Patrizia Gazzulli e per il senatore Sergio De Gregorio. Per altri due indagati – Filippo Giovanni Marzocco e Antonino Lauro – è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tutti i giorni alla polizia giudiziaria. Il gip di Napoli ha detto no all’arresto di Marco Amatucci (per carenza di gravi indizi), di Alfonso Tramontano e Augusto Lino (entrambi per carenza di esigenze cautelari). Indagati risultano anche Salvatore Galiero, Bruno Pelliccio, Giustina Carignani e Antonia Gagliardi. I magistrati partenopei hanno disposto il sequestro preventivo dei beni del consorzio Svemark.

 

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