Fibrillazione atriale e ictus cerebrale

La fibrillazione atriale è responsabile di circa un ictus cerebrale su cinque; e siccome gli italiani con questa aritmia cardiaca sono circa un milione, basta fare un semplice calcolo per rendersi conto di quanto pericolosa sia la relazione tra i due; anche perchè l’ictus causato da fibrillazione atriale tende a essere più grave poichè l’embolo che parte dal cuore chiude arterie di calibro maggiore, con un danno ischemico a porzioni più estese di cervello. Dell’argomento si è parlato il 29 ottobre a Roma, in un incontro promosso dall’European Brain Council e Alice Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’ictus cerebrale), con il contributo di Bristol-Myers Squibb e Pfizer, in occasione della Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale. Una vera ‘relazione pericolosa’ quella che c’è tra la fibrillazione atriale (FA), la forma più comune di aritmia responsabile di un terzo di tutti i ricoveri per disturbi del ritmo cardiaco, e l’ictus cerebrale, la più frequente malattia neurologica. In Italia, sono circa 1 milione le persone con FA e questa aritmia, che colpisce una persona su 4 dopo i 55 anni ed è la causa di circa il 20% degli ictus ischemici. I dati, però, non tengono conto di tutti quei pazienti colpiti da episodi FA asintomatica. L’ictus causato da FA tende ad essere più grave perché l’embolo che parte dal cuore chiude arterie di calibro maggiore, con un danno ischemico a porzioni più estese di cervello. La prevalenza della FA, attualmente pari all’1,5-2% della popolazione generale, ma al di sopra degli 85 anni interessa quasi una persona su cinque, è destinata ad aumentare notevolmente, passando da 6,3 milioni nel 2007 a 7,5 milioni nel 2017.  Le condizioni predisponenti o che favoriscono la progressione della malattia sono: ‘Ipertensione arteriosa, obesità, diabete mellito, insufficienza renale cronica, ipertiroidismo e tutte le malattie cardiache organiche. Inoltre possono favorire la FA l’abuso di alcol, droghe e caffeina. In molti casi comunque, la FA si manifesta in assenza di fattori predisponenti’. Chi è affetto da FA vede aumentare di 4 volte il rischio di ictus tromboembolico, che risulta in genere molto grave e invalidante; questa forma di ictus determina una mortalità del 30% entro i primi tre mesi dall’evento e lascia esiti invalidanti in almeno il 50% dei pazienti. E’ di fondamentale importanza ‘intercettare’ più rapidamente possibile i pazienti con FA. Una volta fatta la diagnosi, il passaggio successivo consiste nello stabilire la necessità di una terapia anticoagulante per ridurre il rischio d’ictus e nella identificazione di cause predisponenti sottostanti che spesso necessitano di cure specifiche. Da qualche anno, anche in Italia, è arrivata la nuova generazione degli anticoagulanti orali che, rispetto ai vecchi farmaci, presentano una serie di vantaggi: non presentano interferenze con gli alimenti, conservano solo poche interazioni pericolose con altri farmaci ma soprattutto va evidenziata una grande praticità d’uso, considerando che non è necessario ricorrere al dosaggio dei parametri della coagulazione per regolarne la posologia. La gestione della FA mira a ridurre i sintomi e il rischio di gravi complicanze ad essa associate, come appunto l’ictus. Ad oggi tuttavia si calcola che circa il 30-40% di pazienti affetti da FA in Italia non riceva un trattamento adeguato nonostante siano da tempo disponibili queste soluzioni terapeutiche in grado di trattare in maniera efficace, sicura e agevole questa patologia. L’ictus, da parte sua, rappresenta la prima causa di morte e la terza di invalidità e oltre la metà di questi rimane con problemi di disabilità grave. L’impatto di questa patologia è particolarmente gravoso, e il costo medio annuo a paziente con disabilità grave per famiglia e collettività, escludendo i costi a carico del Ssn, è di circa 30 mila euro, per un totale di circa 14 miliardi di euro l’anno. Per di più, si prevede che la prevalenza della Fa, attualmente all’1,5-2% della popolazione generale (ma al di sopra degli 85 anni interessa quasi una persona su cinque), sia destinata ad aumentare, passando da 6,3 milioni nel 2007 a 7,5 milioni nel 2017. Particolarmente penalizzate sono le donne, che,come ricorda Valeria Caso, neurologa dell’ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia e presidente eletto dell’Eso, l’European stroke organization, hanno un rischio più alto di ictus rispetto agli uomini. La prevalenza tra loro è infatti del 41% a fronte del 33% negli uomini e si stima che una donna su cinque possa andare incontro a ictus nel corso della propria vita, rispetto a un uomo su sei. E, tanto per dare un’idea, la donna ha una maggiore probabilità di morire di ictus che di tumore alla mammella. Secondo il decreto del ministro Lorenzin dello scorso giugno, ricorda Toni, in Italia dovrebbe esserci un centro ictus di primo livello (dove poter fare la trombolisi intravenosa) ogni 150 mila-300 mila abitanti e un centro di secondo livello (dove poter fare oltre alla trombolisi intravenosa anche la trombectomia meccanica) ogni 600 mila-1.200.000 abitanti. Globalmente, quindi, dovremmo avere circa 300 centri di cui circa 240 di primo livello e circa 60 di secondo livello. Attualmente, invece, abbiamo in tutto 175 centri, fra i quali 53 hanno strutture per poter effettuare i trattamenti endovascolari. E oltretutto hanno anche una distribuzione disomogenea sul territorio. L’obiettivo dell’Associazione, spiega Francesco Gaballo, vicepresidente di Alice Italia Onlus, è quello di ridurre le conseguenze devastanti dell’ictus cerebrale, migliorare la qualità della vita delle persona colpite da ictus, dei loro familiari e delle persone a rischio, cercando di diffondere le conoscenze necessarie per la prevenzione della malattia e di informare sulla sua diagnosi, cura e riabilitazione. Un importante obiettivo da perseguire è che sia l’ictus sia la fibrillazione atriale vengano inseriti nell’agenda istituzionale.

Clementina Viscardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com