Fiat: sciopero bisarche, fabbriche chiuse

Restano fermi oggi gli stabilimenti  della Fiat di Pomigliano, Cassino e Sevel, per lo sciopero delle bisarche. Non si lavora nemmeno a Mirafiori e Melfi, perché gli operai sono in cassa integr azione.

Nel pomeriggio tuttavia, il presidente di Fiat John Elkann e l’amministratore delegato Sergio Marchionne incontreranno alle 16.00 il premier Mario Monti.
Fornero: “Fabbriche Fiat non chiuderanno” – Intanto ieri, in un’informativa sulla Fiat  al Senato, il ministro del Lavoro Elsa Fornero, aveva  rassicurato : “Fiat non chiuderà stabilimenti, ho raccolto le rassicurazioni dei vertici che hanno ribadito la volontà di continuare con il piano industriale presentato”. Ed infatti la Fornero ha definito come “voci destituite di fondamento”, quelle relative ai rischi di chiusura delle fabbriche. “Nel vertice con Monti”, sottolinea il Ministro del Lavoro, “si potranno chiarire molte cose di politica industriale e di connessi piani occupazionali”.

Nell’incontro di oggi, infatti, Marchionne, parlerà del futuro della Fiat. Futuro che non si prospetta roseo visti i dati di mercato:: a febbraio Fiat Group Automobiles ha immatricolato in Europa 66.249 nuove vetture, registrando un calo del 16,5% e la quota è scesa dal 7,8% al 7,2%. Tra i marchi quello che va meglio è Lancia-Chrysler, in crescita del 3,1%, mentre Jeep con 2.557 immatricolazioni ha un balzo del 58,1%. Ma Marchionne continua a rassicurare in merito, affermando che tale flessione era già stata prevista. Infatti,  il Lingotto attribuisce il calo in Europa alle perdite di produzione e quindi di vendite, pari a 20.000 unità, provocate dallo sciopero delle bisarche e stima un impatto negativo di circa il 10% sulle quote di mercato del mese di marzo in Italia e all’estero.

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