Festa delle donne: ‘Dalle origini alla scelta della mimosa come fiore simbolo’

La storia della ‘Festa della Donna’ ha radici profonde, che risalgono agli inizi del Novecento. Nonostante oggi le origini di questa giornata, le motivazioni e la scelta della sua data siano note, circolano rievocazioni imprecise

La Festa delle donne risale agli Stati Uniti, dove a inizio secolo il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali di riservare l’ultima domenica di febbraio all’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile. Si celebrò così il primo ‘Woman’s Day’ nella giornata del 23 febbraio 1909. L’anno successivo l’iniziativa si allargò ad altri Paesi d’Europa, ma per alcuni anni la giornata delle donne si tenne in date diverse a seconda dei Paesi e senza essere ripetuta ogni anno. Un altro elemento che rafforza il significato politico dell’8 marzo, come data simbolo della festa della donna, sono i fatti accaduti qualche anno dopo in Russia. L’8 marzo 1917 a San Pietroburgo le donne guidarono un grande corteo che chiedeva a gran voce la fine della guerra. Fu così che queste presero coraggio e organizzarono successive manifestazioni che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell’appoggio delle forze armate. Quattro anni dopo, il 14 giugno 1921, la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste fissò all’8 marzo la ‘Giornata internazionale dell’operaia’ e stabilì che quella data come riferimento per tutti i Paesi.

Mentre la Giornata Internazione della Donna si festeggia dal 1977 in tutto il mondo, pochi però sanno che l’usanza di regalare mimose è una tradizione tipica italiana. A decidere quale fiore dovesse diventare il simbolo delle lotte per la parità genere è stata, nel 1946, l’assemblea dell’Udi (Unione donne italiane). In particolare, tra le attiviste,   Rita Montagna e Teresa Noce,  che hanno eletto questo fiore come simbolo della festa dell’8 marzo, c’era Teresa Mattei, ex partigiana e convinta sostenitrice dei diritti delle donne.

Non tutti, però, sanno perché si regala la mimosa. Quei pallini gialli che l’8 marzo sono venduti a ogni angolo, supermercato, incrocio. E che i più distratti riescono comunque a recuperare all’ultimo minuto. Un rito che negli anni è divenuto quasi automatico.

La mimosa  non fu l’unica proposta portata in assemblea. Tra i candidati vi erano anche anemoni, garofani e la violetta. Quest’ultima, secondo i racconti dell’epoca, sarebbe stato ritenuto il fiore più rappresentativo della lunga tradizione della sinistra europea. La decisione a quel punto fu messa ai voti e vinse la mimosa perché, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, era ritenuta più economica. Ma non solo. La mimosa è l’unico fiore che sboccia a marzo e, nonostante la sua fragilità apparente, riesce a crescere, anche su terreni difficili. Col passare degli anni, il business dell’8 marzo ha portato a una crescita vertiginosa del costo fiore, venduto praticamente solo in quel giorno.

La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette,  spiegò Teresa Mattei in un’intervista: ‘Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente’. Anni dopo l’ex partigiana Mattei, morta nel 2013 all’età di 92 anni, raccontò: ‘Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano’.

Ma per gli irriducibili romantici esiste una spiegazione più affascinante legata a questa tradizione. Secondo gli Indiani d’America pare che i fiori della mimosa significhino forza e femminilità, quindi sono perfetti per la ricorrenza. Per gli amanti delle coincidenze, altre voci riportano che vicino alla fabbrica bruciata nel 1908 crescesse proprio un albero di mimosa, fiorito in quei giorni.

Fu così che la connotazione fortemente politica della nascente Giornata internazionale della donna, le vicende della seconda guerra mondiale e il progressivo isolamento della Russia al termine del conflitto, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. L’ufficialità della data si avrà infatti solo il 16 dicembre 1977, con una risoluzione dell’Onu: l’Assemblea propose ad ogni paese, di dichiarare un giorno all’anno da dedicare alla battaglia per i diritti delle donne. E così l’8 marzo, che già veniva festeggiato in diversi paesi, fu scelta come la data convenzionale da molte nazioni.

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