L’ amministratore delegato delle Ferrovie, Stefano Donnarumma, nei prossimi giorni “chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni”.
Il manager ha avuto un incontro con il ministro Matteo Salvini, hanno riferito fonti del Mit . Il percorso concordato sarebbe quello di terminare il mandato previsto per far partire la fase due dell’azienda, con a capo una figura interna. L’ipotesi è quella dell’attuale ad di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, già alla guida di Rfi, un manager con 25 anni di esperienza nel settore ferroviario. Il cambio al vertice di Fs potrebbe avvenire entro fine luglio.
Salvini: “Avvicendamento concordato”
“Ho incontrato l’ad Donnarumma, abbiamo trovato una comune condivisione nel fatto che, ultimata la fase Pnrr, che era quella più delicata e complicata, che si concluderà questa estate, si passerà alla fase due con un passaggio di consegne, con una scelta interna, che riguarda un ferroviere. Sarà una figura tecnica. Di comune accordo abbiamo fatto questa scelta, ringrazio chi ha lavorato in questi anni, oggi ci sono 1.300 cantieri aperti e 270 km di alta velocità in lavorazione e il servizio più efficiente d’Europa è grazie a chi ci ha lavorato, anche all’Ad”. Lo ha detto il vice premier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di un evento per gli 80 anni di Vespa. “Dimissioni? Un avvicendamento – specifica Salvini – concordato, condiviso, scelto di comune accordo, si apre un’altra stagione. Alla fine del mandato lascerò una rete ferroviaria più moderna e sicura. Nonostante il caldo altri Paesi europei hanno i treni fermi, noi abbiamo qualche rallentamento ma il servizio ogni giorno porta quasi mezzo milione di passeggeri”.
La scorsa settimana i disservizi sulla linea avevano portato Salvini ad esprimere una certa “irritazione”, ma il rapporto sembrava essersi rasserenato. Oggi l’accelerazione.
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“Salvini – affermano dal ministero – ha ringraziato l’a.d per il lavoro svolto e gli oltre 90 mila dipendenti Fs che ogni giorno svolgono una funzione essenziale”.
Inoltre, “il ministro ha espresso soddisfazione per i target PNRR raggiunti che vedono FS vicina al traguardo dei 25 miliardi di euro e per l’enorme sforzo dell’azienda nel coniugare 1.300 cantieri al giorno con un miglioramento della puntualità del 7% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Il ministro ha inoltre evidenziato l’importanza del volume degli investimenti negli ultimi due anni e il ritorno all’utile per 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio dell’azienda. Il lavoro svolto in questi due anni segna un forte avanzamento del Piano Strategico con focus sui cantieri programmati in quest’estate e nei prossimi mesi”.
Però “entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno”.
Donnarumma, dopo aver guidato prima Acea e poi Terna, è a capo di Fs dal giugno del 2024, provando ad imprimere una accelerazione alla trasformazione industriale del sistema ferroviario presentando un Piano Strategico 2025-2029, da 100 miliardi di investimenti.
Le polemiche per i disservizi sulla rete
Da settimane le ferrovie sono al centro del dibattito visti i ritardi che si accumulano sulla rete, legati alla presenza di 1.300 cantieri, molti dei quali legati alla realizzazione delle opere del Pnrr. La scorsa settimana alcuni disservizi lungo le tratte ferroviarie avevano portato Salvini ad esprimere una certa “irritazione” per la situazione.
In quell’occasione si erano quindi diffuse voci su un possibile allontanamento di Donnarumma, dovuto proprio all’insoddisfazione del ministro. In un tavolo al Mit convocato martedì scorso, il rapporto sembrava essersi rasserenato, anche a detta dello stesso Donnarumma.
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Il ministero aveva peraltro sottolineato che la puntualità dei treni era migliorata e che i disagi erano causati sopratutto da furti di rame, manomissioni e “guasti di convogli di altre compagnie ferroviarie”. Oggi un nuovo incontro al termine del quale è invece arrivata l’accelerazione sulle dimissioni dell’a.d.
Il Gruppo ha programmato e comunicato nelle scorse settimane l’ampio programma di lavori estivi che interessa la rete. Al momento, tra i cantieri più impattanti, sono aperti i lavori per la realizzazione della nuova linea ad alta velocità sulla tratta Napoli-Bari, il tunnel del Brennero, quelli per il Terzo Valico – nodo di Genova, il passante Av di Firenze.
Dai sindacati trapela che la scelta di un cambio alla guida era nell’aria da settimane, ma era atteso con una tempistica meno veloce.
Le opposizioni: “Lasci il ministro, gestione disastrosa”
Le opposizioni incalzano il governo. Il Pd parla di “fallimento nei trasporti di Meloni e Salvini ultimo atto. In attesa di sapere quando arriveranno e quanto costeranno agli italiani le dimissioni dell’amministratore delegato del gruppo Fs Donnarumma, pendolari, lavoratori e cittadini continuano a pagare ogni giorno il conto dei ritardi e delle scelte politiche sbagliate del Governo. Le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior ministro dei trasporti della storia della Repubblica”.
Per Italia Viva invece: “Le dimissioni anticipate dell’amministrazione delegato di Ferrovie dello Stato Stefano Donnarumma sono la plastica certificazione della disastrosa gestione del ministro Salvini”.
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