Ferrari marchio più “forte” al mondo. Amazon quella che produce più valore

Il brand più forte del mondo parla italiano. Brand Finance, leader mondiale nella valutazione economica dei brand e nella consulenza strategica mette sul tetto del mondo il brand Ferrari. E così dopo 5 anni la Rossa torna a essere il brand più influente del mondo tra i 500 con maggior valore economico.

Grazie a un incremento di 3 punti rispetto allo scorso anno, Ferrari  ha raggiunto lo score di 94,8/100 nella competitive analysis sullo stato del marchio che tiene conto di investimenti marketing, ritorno d’immagine e relativo ritorno economico in proporzione alla dimensione dell’impresa. I motivi che hanno portato la casa automobilistica di Maranello ad essere il brand più forte al mondo sono l’annuncio di importanti investimenti per realizzare 15 nuovi modelli, di cui alcuni ibridi, e il fatto che già a maggio dello scorso anno, fosse stata venduta tutta la produzione 2018, e parte della produzione 2019.

Ferrari  ha distanziato gli altri 14 brand che hanno un rating AAA+ “estremamente forti” di cui fanno parte sia marchi molto noti come Rolex e Coca Cola, sia meno noti come la banca cinese ICBC e il sistema di messaggistica cinese We Chat. Il rafforzamento del brand ha consentito di incrementare il valore economico del trademark Ferrari del 27%, raggiungendo così 8,3 miliardi di dollari di valore originato dall’immagine della marca.

“Come primo produttore al mondo di auto di lusso,Ferrari ha un livello di riconoscimento indiscusso per design e innovazione. Il logo del cavallino rampante è il simbolo perfetto della forza e della vitalità del brand che ha recentemente pianificato nuovi modelli ed è in grado di estendersi al di fuori del settore auto”, ha commentato Massimo Pizzo, Managing Director Italia di Brand Finance.

Se invece si mette si valuta il mondo delle imprese per “brand value”, ovvero per valore economico del marchio calcolato stimando il beneficio netto che il titolare del brand otterrebbe dandolo in licenza sul mercato aperto, sul tetto del mondo sale Amazon. “La crescita del 25%, di valore economico originato dall’immagine e dalla reputazione, ha portato il trademark Amazon all’impressionante valore di 187,9 miliardi, che supera di 30 miliardi Apple, il 2° in classifica. Il servizio impareggiabile offerto da Amazon ai clienti, continua a tenere altissima l’immagine e la reputazione della marca, contribuendo così a successi commerciali, come la vendita record di oltre 100 milioni di prodotti durante le offerte dell’ultimo Prime Day, e al superamento del valore di 1.000 miliardi a Wall street”.

Il forte sviluppo del cloud, oltre a favorire Amazon, fa crescere, in valore, Google (+18%) e Microsoft. Frenano, invece, i colossi della telefonia e delle telecomunicazioni. Apple  (+5%) rimane al 2° posto, Samsung (-1%) scende al 5°, AT&T (+6%) scende al 6°, Verizon (+13%) scende al 9°: tutti questi brand faticano ad innovare e quindi a differenziarsi da produttori e fornitori con prezzi più aggressivi. Non tira più di tanto Facebook (+9%)che fermandosi al 7° posto diventa l’unico tra i social media a non crescere a doppia cifra.

Bisogna scendere al 78 posto nella classifica dei brand ordinati per valore economico per trovare una ‘marca’ italiana. Si tratta di Poste che, secondo gli esperti, ha performato molto meglio di tutti gli altri brand italiani. La forte crescita di Poste è dovuta soprattutto alla buona reputazione presso chi acquista prodotti assicurativi, al dinamismo in soluzioni come Postepay e alla conseguente buona prospettiva di crescita.

I brand italiani in classifica sono sempre molto pochi: quest’anno se ne contano solo nove. Questo dipende dal fatto che la Global 500 premia i brand in grado produrre maggiore valore economico assoluto. Ma c’è anche da dire che la dimensione medio piccola delle imprese italiane dipende, oltre che dalla difficoltà di fare business e dalla scarsa voglia di rinunciare a parte dell’indipendenza, anche dalla strategia di marketing mix poco efficace nel rendere il brand unico e quindi diverso dai competitor.

“Le eccellenze in Italia non mancano, soprattutto nei settori in cui siamo leader, ma la maggior parte delle imprese italiane sottovalutano l’importanza dell’immagine, troppo associata alla pubblicità e troppo poco associata all’esperienza complessiva dei clienti, per i quali la sola qualità del prodotto non è abbastanza”, ha aggiunto Massimo Pizzo.

 

Omar Scafuro

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