‘Ferdinando’ di Annibale Ruccello, al Piccolo Bellini di Napoli, dal 6 al 25 novembre

FERDINANDO

di Annibale Ruccello

con

Donna Clotilde Gea Martire

Gesualda Chiara Baffi

Don Catellino Fulvio Cauteruccio

Ferdinando Francesco Roccasecca

 

regia Nadia Baldi

 

costumi Carlo Poggioli

 

scenografia Luigi Ferrigno

 

consulenza musicale Marco Betta – aiuto regia Rossella Pugliese – organizzazione Sabrina Codato – Progetto luci Nadia Baldi – Foto in videoproiezione Davide Scognamiglio – Produzione Teatro Segreto srl

 

 

Nadia Baldi firma la regia di FERDINANDO, il testo forse più famoso di Annibale Ruccello, andato in scena per la prima volta il 28 febbraio 1986. L’opera ha vinto due premi IDI: uno nel 1985 come testo teatrale, il secondo nel 1986 come miglior messinscena.  Lo spettacolo sarà in scena a Roma al Piccolo Eliseo fino al 5 novembre.

Donna Clotilde (Gea Martire), baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda (Chiara Baffi), che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino (Fulvio Cauteruccio), un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando (Francesco Roccasecca), un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

“FERDINANDO contiene notevoli elementi espressivi per una realizzazione teatrale delle emozioni umane specchiandosi nella tagliente forza di una storia che attraverso il teatro ruoti intorno al disvelamento di una serie di segreti. FERDINANDO si concentra su quello che è forse il più insondabile mistero: la mente umana. Nasce così in me l’esigenza di indagare il possibile e impossibile mondo creativo che le donne sanno attuare quando i freni inibitori e culturali non hanno più il loro potere censurante. Tutti i personaggi in una prima fase si presenteranno nel loro quotidiano per poi disvelare geniali strategie e stupefacenti mondi interiori. Lo spettacolo si incentrerà su  un’indagine minuziosa, sul cogliere le sottigliezze dei gesti, degli sguardi, dei corpi in agguato.  Racconterà la singolare dinamica attraverso la quale gli oggetti divengono padroni dei luoghi, mentre le fantasie interiori dei personaggi diventano padroni della loro esistenza fino a spingerla verso una dimensione surreale, comica, drammatica e imprevedibile: esiste sempre una connessione tra noi e i luoghi, tra noi e gli oggetti, tra noi e la memoria.  Le follie e gli incroci amorosi contenuti nella trama emergeranno come elementi contemporanei e modernissimi che da sempre regolano la potenza dei sogni e degli affetti presenti nella storia dell’umanità. FERDINANDO mette in luce le connessioni esistenziali fra dramma e malinconia, comicità e solitudine, sottolineando tali contrasti attraverso un uso di una messinscena che mira a svelare gli opposti sentimentali disseminati in tutte le esistenze.”

Nadia Baldi

Contemporaneamente allo spettacolo, la regista Nadia Baldi è al cinema, dal 19 ottobre con il film VELENI, un noir seducente e fuori dagli schemi che si concentra su quello che rimane forse il più insondabile mistero della natura: la mente umana. Un valzer di colpi di scena, personaggi ambigui e storie mai svelate, in un mondo femminile e rimasto isolato in un piccolo paese del sud Italia che, a causa delle guerre e dell’emigrazione, è popolato praticamente soltanto da donne. Diretto da Nadia Baldi e distribuito da Draka Distribution, il film è interpretato da Lello Arena, Tosca D’Aquino, Roberto Herliztka, Vincenzo Amato, Francesca Abategiovanni, Giulio Forges Davanzati, Giuseppe Mannajuolo,  Gea Martire, Annie Pempinello, Marina Sorrenti.

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