FdI e Giorgia Meloni in piazza contro il ‘Global compact’

Sul Global compact il governo ha fatto una parziale marcia indietro, rimettendosi al Parlamento. ‘Ma non basta’, perché i Cinquestelle continuano a spingere affinché l’Italia sottoscriva il documento dell’Onu che di fatto aprirebbe la strada a una immigrazione incontrollata. Non solo, un ordine del giorno di Fratelli d’Italia che impegnava il governo di non sottoscrivere il testo,  è stato bocciato dalla Camera, con il voto contrario non solo di Pd, Leu e M5S, ma anche della Lega. Per questo, nonostante con una battente campagna di informazione e sensibilizzazione, il partito della Meloni sia riuscito a far bloccare la sottoscrizione del documento da parte del governo.  FdI è  sceso in piazza per dire ‘No al global compact’.

A spiegarlo è stata la stessa Giorgia Meloni in una diretta video della manifestazione, postata sulla sua pagina Facebook. ‘Dopo tutto questo, cosa dobbiamo pensare della prossima discussione parlamentare sul Global compact?’, ha chiesto Meloni, sottolineando che questa non è materia sulla quale si può scendere a compromesso o fare il gioco delle tre carte. Sulla difesa dei nostri confini bisogna avere posizioni chiare, ha avvertito Meloni, ricordando che la posizione di FdI è chiarissima. Chiediamo la stessa chiarezza a Salvini e a tutto il governo.

 Per l’inquilino del Viminale deve essere il Parlamento a decidere nella speranza che venga ribaltato l’orientamento annunciato dal precedente governo Gentiloni e dal rappresentante degli Esteri non più tardi di due mesi fa nel corso di una sezione plenaria dell’Onu. Enzo Moavero Milanesi aveva confermato la disponibilità del nostro Paese a partecipare alla conferenza di Marrakech, in programma il 10 e l’11 di dicembre per ratificare i principi del Global compact. Ora Salvini cambia le carte in tavola con un netto dietrofront. D’altronde a Strasburgo Lega e 5Stelle sono già su opposte sponde e lì hanno votato in maniera differente. I primi contro e i secondi a favore, tanto che la deputata europea del Movimento Cinque Stelle, Laura Ferrara, risulta nella lista dei rappresentanti del Parlamento europeo che invece saranno alla conferenza di Marrakech.

 I Cinque stelle avevano inizialmente sposato la linea Gentiloni, ritenendo il problema dei flussi migratori più risolvibile con una politica di ampia concertazione europea e internazionale. Insomma, come sosteneva un tempo anche Salvini quando era all’opposizione, l’Italia non deve essere lasciata sola ad affrontare il problema. Ora il cambio di rotta imposto dal ministro dell’Interno sembra mettere i grillini con le spalle al muro, costringendoli all’ennesimo esame sulla compattezza come gruppo parlamentare.

Se da un lato i partiti ostili al Global compact,come Fratelli d’Italia e Forza Italia,  accolgono con favore la mossa di Salvini, dall’altro il Pd fa notare la debolezza di un esecutivo dove il premier è costretto a seguire ad arrancare dietro un suo ministro. ‘Il vero premier è Salvini’, tuona un irritato Graziano Delrio.
L’esito del voto parlamentare, però, è tutt’altro che scontato. Fratelli d’Italia per voce del capogruppo a Montecitorio, Francesco Lollobrigida, sottolinea lo ‘stato confusionale’ del governo e si augura che l’aula finisca per votare la mozione di FdI, intenta a difendere l’autonomia e la sovranità territoriale del Paese. A rassicurare Fratelli d’Italia ci pensa la leghista Barbara Saltamartini: ‘Non consentiremo ingressi a chiunque, neanche sotto il cappello dell’Onu’.
Antonella Di Pietro

 

 

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