Fca-Renault, ecco perché è saltata la trattativa per la fusione

Quella tra Fca e Renault doveva essere la fusione più importante degli ultimi anni, destinata a cambiare il mondo dell’automobile. Iniziata con i migliori auspici, però,la trattativa si è interrotta dopo che il gruppo FIAT Chrysler ha deciso di ritirare l’offerta di fronte allo scetticismo emerso da gruppo francese dopo quello che doveva essere il Cda decisivo.

 Perché è saltata la fusione tra Fca e Renault? Il nodo principale della vicenda è legato alla Nissan. La casa nipponica è legata da un solido accordo ai francesi e ha deciso di non sponsorizzare la fusione con Fca. Non c’è mai stato un veto formale, ma la richiesta di garanzie sì. Il ministro francese Le Maire, dopo che la trattativa è sfumata, ha fatto sapere che Renault non avrebbe in alcun modo compromettere il rapporto con la Nissan.

Il secondo ostacolo alla grande fusione in una nuova società è stato il governo francese. Il ministro dell’Economia transalpino ha chiesto di rivedere le condizioni dettate dagli italo-americani e soprattutto ha chiesto tempo per valutare con la dovuta calma i risvolti positivi e negativi dell’operazione.

Le due condizioni hanno spinto Fca a ritirare la proposta per evitare una lunga ed estenuante trattativa che nella migliore delle ipotesi si sarebbe potuta concludere sì con la nascita di un nuovo gruppo, ma guidato in buona parte da Renault e compagni.

La conferma arriva anche da John Elkann, il quale ha parlato di una trattativa diventata oramai irragionevole alla luce delle richieste dei francesi. “Ci vuole coraggio per iniziare un dialogo come abbiamo fatto noi. Quando però diventa chiaro che le conversazioni sono state portate fino al punto oltre il quale diventa irragionevole spingersi, è necessario essere altrettanto coraggiosi per interromperle“.

Sulla vicenda è intervenuto anche Luigi Di Maio, che ha accusato la Francia di aver fatto saltare la trattativa per la fusione. “È l’interventismo di Stato che ha provocato il fallimento dell’operazione Renault-Fca. La Francia non ha fatto bella figura, noi anche se in contatto con Fca, abbiamo rispettato una operazione di mercato. Neanche Renault è contenta dell’interventismo dello Stato francese. Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica.

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