Famiglia. Sud come il Nord, con matrimoni instabili e pochi figli

Con il passar degli anni, la struttura della famiglia italiana cambia. Dal 1998 ad oggi il Sud sembra aver abbandonato la sua tradizionale vocazione a matrimoni più stabili e famiglie più numerose, sono raddoppiati i minori con un solo genitore. La forbice con il Nord si va sempre più assottigliando e anzi in alcuni casi, come le famiglie con minori con due o più fratelli conviventi, le percentuali delle regioni settentrionali aumentano e quelle delle meridionali diminuiscono.

Secondo il rapporto dell’Istat “Infanzia e vita quotidiana 2011”, reso noto oggi, tra il 1998 e il 2011 la media italiana dei minori senza fratelli sale dal 23,8% al 25,7%; quella dei minori con due o più fratelli diminuisce dal 23,1% al 21,2%; rimane sostanzialmente stabile al 53,1% la media dei minori con un solo fratello; raddoppia il numero di minori che vivono con un solo genitore, dal 6% al 12%. Elaborando i dati Istat si nota come il cambiamento interessa soprattutto le regioni meridionali e le isole. Per quanto riguarda i minori con un solo genitore, nel 1998 la percentuale tra Sud e isole era del 10,2% e nel 2011 è più che raddoppiata: 21,2%.

Anche per i minori senza fratelli le regioni meridionali negli ultimi anni fanno segnare un aumento (da 31,5% a 40,2%), mentre al Nord la percentuale è calata (da 64,8% a 60,9%). Che si assista a un nuovo corso lo si capisce anche dalle famiglie con minori con due o più fratelli conviventi: nel 2011 sono ancora soprattutto al Sud (50,5%), ma sono in netto calo dal 1998 (erano il 66,8%), mentre le percentuali del Nord in questi anni sono in crescita (da 27% a 38,1%).

 

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