Bancarotta fraudolenta: arrestati i genitori di Matteo Renzi. L’ex premier “Provvedimento assurdo. Non mollo”

La guardia di finanza ha posto agli arresti domiciliari Tiziano Renzi e Laura Bovoli per i reati di bancarotta fraudolenta e fatturazioni false. I genitori dell’ex presidente del consiglio sono accusati, assieme a un terzo soggetto, di aver provocato il fallimento di tre cooperative dopo averne svuotato le casse e ricavato in maniera illecita svariati milioni di euro. Con i genitori dell’ex premier sono indagate altre cinque persone, tra cui Roberto Bargilli, ex autista del camper di Matteo Renzi durante le primarie del Pd del 2012. Gli altri sono gli amministratori delle cooperative che avrebbero agevolato il sistema ritenuto illegale dai giudici.
“Provvedimento assurdo, ma ho fiducia nella giustizia italiana”,  è stato il commento a caldo di Matteo Renzi. “Penso che tutti i cittadini siano uguali davanti alla Legge e dunque sono impaziente di assistere al processo. Perché chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato”, ha rimarcato l’ex segretario del Pd.
“Voglio che sia chiaro a tutti che io non mollo di un solo centimetro. La politica non è un vezzo personale ma un dovere morale”. E ancora: “Se qualcuno pensa che si possa utilizzare la strategia giudiziaria per eliminare un avversario dalla competizione politica sappia che sta sbagliando persona – dice l’ex premier -. Non ho mai avuto così tanta voglia come stasera di combattere per un Paese diverso e per una giustizia giusta”. Matteo Renzi terrà una conferenza stampa martedì in Senato alle 16.

“So ciò che hanno fatto in questi anni alla mia famiglia. E mi basta per dire che non accetteremo nessun processo nelle piazze o sul web. I miei genitori si difenderanno in aula, come tutti i cittadini. Io continuerò a combattere per questo Paese, forte della mia onestà”. “Arriveranno le sentenze – rimarca il senatore Pd – e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano – oggi, casualmente proprio oggi – questo provvedimento. Arriveranno le sentenze e misureremo la credibilità delle accuse. Arriveranno le sentenze e vedremo chi è colpevole e chi no”. “Da rappresentante delle Istituzioni difendo lo Stato di diritto e chiedo a tutti di credere nella giustizia. Da figlio – aggiunge – sono dispiaciuto per aver costretto la mia famiglia e le persone che mi hanno messo al mondo a vivere questa umiliazione immeritata e ingiustificata”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, affermando che “non c’è niente da festeggiare”. Le misure sono state emesse dal gip di Firenze. La terza persona coinvolta è Gian Franco Massone, imprenditore di Campo Ligure (Genova) e vicepresidente di una delle coop.

I tre sono stati nel tempo amministratori di fatto di tre società, due delle quali dichiarate fallite. Le ipotesi di reato contestate riguardano da un lato l’emissione, tra il 2013 e il 2018, di fatture per operazioni inesistenti all’interno di una delle cooperative e, dall’altro, un’ipotesi di bancarotta fraudolenta che sarebbe stata commessa per le due altre società tra il 2010 e il 2013.

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