Eva, diario di una costola, con Rita Pelusio al Brancaccino di Roma dal 10 al 13 gennaio

EVA, DIARIO DI UNA COSTOLA con Rita Pelusio al BRANCACCINO

Dal 10 al 13 gennaio 2019

 

Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2018/2019
IV edizione

con Rita Pelusio
regia Marco Rampoldi
testi Rita Pelusio, Alessandra Faiella, Marianna Stefanucci, Riccardo Piferi
produzione: Pem Habitat Teatrali

Una piccola gemma. E l’aggettivo piccola si deve riferire solo al fatto che non si tratta certo di una produzione hollywoodiana. Un atto unico, una sola persona sul palco, una scena fissa, una voce fuori campo che, recitando brevi passi del Diario di Eva di Mark Twain, introduce di volta in volta il nuovo personaggio e una serie di meravigliosamente surreali parrucche che aiutano lo spettatore a visualizzarlo; è con questi semplici mezzi che Rita Pelusio crea ancora una volta tutta la magia del teatroIl racconto di Mark Twain a cui si ispira il tema dello spettacolo consiste solo di una manciata di pagine, scritte nel 1883 e pubblicate nel 1905, ma dà vita ad uno dei più poetici, puri e importanti personaggi della letteratura contemporanea che affronta temi di enorme portata. È ad Eva che viene attribuita la scoperta dell’amore, della conoscenza, è lei che dà i nomi alle cose e scopre il fuoco. Soprattutto è lei che per prima si trova davanti ad una delle grandi scelte che l’umanità ha dovuto da sempre affrontare: accettare le regole o disubbidire. Mordere la mela è la scelta più importante di Eva. Su di essa, e sulle sue conseguenze, si concentra il Diario di una costola. Tutte le donne, quelle contemporanee non meno della loro antenata primordiale, devono fare i conti con questa diversità originaria e, se ce ne fosse bisogno, la grande mela rossa che i personaggi tengono in mano e con cui a volte “discutono” ce lo ricorda efficacemente per tutto lo spettacoloDetto questo, non crediate che il peso specifico dei temi affrontati gravi sull’esperienza dello spettatore. I personaggi, grazie alla bravura e alla presenza scenica di Rita Pelusio, raccontano la loro cronaca di vita con vero umorismo, vera semplicità, vera poesia. L’empatia che si crea è immediata. Qualunque sia la vostra età, sesso o condizione è impossibile non sentire le loro verità. L’adolescente disorientata, la madre in attesa, la donna manager, la casalinga borghese, la lesbica meridionale, la suora, l’anziana innamorata compaiono come in una magica Antologia di Spoon River davanti ai nostri occhi e la loro lotta, apparentemente per ognuna diversa ma in realtà sempre la stessa, ci lascia, quando cala il sipario, il senso di speranza insito in ogni lotta per la libertà e la felicità.

Andate a vedere questo spettacolo. Non capita spesso di accorgersi che l’ironia, a volte grottesca, nella caratterizzazione dei personaggi contiene la dolcezza che basta per far piangere la persona seduta nel posto accanto al vostro.

Barbara Lalle

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