+Europa Magi: Festa del Rifugiato di Crosia iniziativa importante. Ora a lavoro sui territori per il referendum cittadinanza!

Ho partecipato con molto piacere, seppure a distanza, alla Festa del Rifugiato organizzata dal Comune di Crosia e dall’ente gestore CIDIS Impresa Sociale.

L’iniziativa svolta è importantissima perché quando si parla di diritto di asilo, di accoglienza, di inclusione si parla di qualcosa che è vicino al cuore della democrazia ed allo Stato di diritto che oggi sono in crisi per vari motivi.

Il diritto di asilo è sancito dalla nostra costituzione oltre che dalle convenzioni internazionali e dal diritto internazionale. Molti dei nostri padri costituenti avevano a cuore queste questioni perché a loro volta erano persone che erano state perseguitate da regimi, dal regime nazi-fascista, che erano state costrette a fuggire all’estero,  a dover andare via dal proprio paese per non rischiare la vita e vedere riconosciuti i loro diritti.

Negli ultimi anni sulla protezione internazionale, sul diritto di asilo e sull’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, abbiamo visto diventare questi temi oggetto di propaganda, strumentalizzazione e di scontro politica quando invece dovrebbero essere patrimonio  comune  di base comune condiviso da tutte le forze politiche, condiviso dai vari livelli istituzionali, a partire da quello nazionale, quello regionale, fino a quello degli enti locali dei comuni che sono fondamentali nel saper realizzare i servizi di accoglienza di qualità ma anche di saper condividere nella comunità questi valori.

Quando parliamo di immigrazione parliamo anche di cittadinanza che è ad ogni modo un argomento a sé stante.

Il diritto di cittadinanza, diceva Hannah Arendt, è il “diritto di avere diritti”. Per essere pienamente riconosciuti, con tutta la dignità e la possibilità di esercitarla pienamente, si deve essere cittadini di un Paese.

Essere cittadini significa muoversi liberamente, partecipare a concorsi pubblici, poter votare.

Oggi abbiamo un normativa nel nostro paese che non riconosce la cittadinanza  a molti ragazzi e ragazzi nati in Italia o che sono arrivati in Itala molti piccoli. Devono infatti attendere molti anni prima di vedere riconosciuto questo diritto. Questo li porta a sentirsi stranieri pur stando a casa loro.

Il Presidente Mattarella recentemente ha affermato che è patriottismo vero quello di chi pur provenendo da altri Paesi vive stabilmente nel nostro Paese,  ne rispetta le leggi, la costituzione e che con il proprio impegno quotidiano di lavoro, di studio, di attività sociale, arricchisce la nostra comunità nazionale

Noi come + Europa abbiamo promosso un referendum per modificare la legge sulla cittadinanza affinché i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio possano vedere dimezzato il tempo per l’acquisizione di tale diritto. Si tratta di passo di giustizia che riguarda circa 2 milioni di persone, giovani, lavoratori, contribuenti,  perfettamente inseriti nel territorio. Riteniamo che un Paese che esclude queste persone dalla pienezza del diritto di cittadinanza è un Paese che non riesce a guardare al proprio futuro ma neanche al presente della società italiana.

E’ Importante che, oltre a livello nazionale anche nella regione Calabria ed livello locale venga avviato il dibattito sul referendum dell’8 e 9 di giugno affinché si possa arrivare al riconoscimento di nuovi diritti nel nostro Paese.

 

Riccardo Magi

Segretario Nazionale + Europa

 

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