Europa a rischio oggetto di nuove spartizioni.

La contemporaneità di due avvenimenti quali, da una parte la celebrazione del 75esimo anniversario dello sbarco in Normandia, e dall’altra l’incontro tra il Presidente russo, Putin, e quello cinese, Xi Jinping, ha fatto pervenire a noi europei un messaggio poco rassicurante. In Normandia si è visto un Occidente diviso senza più quel collante necessario che dal 45 ad oggi aveva legato il destino del Vecchio Continente all’alleato strategico, gli Stati Uniti d’America. L’altro incontro, invece sancisce un’alleanza nuove e forte, tra due super potenze che insieme vanno alla ricerca di nuovi spazi da occupare e influenzare, in diretta concorrenza con gli americani, che Trump con la sua politica isolazionista ha allontanato dall’Europa. Questo dà il quadro esatto dei malumori e delle contraddizioni da cui gli Stati UE sono pervasi. Macron si proclama paladino del multilateralismo in antitesi al nazionalismo trampiano, ma non ci pensa su due volte per bloccare la trattativa Renault-Fca. Tenuto conto che è l’Europa che rischia più di tutti, bisogna concentrare l’attenzione su che cosa stia realmente accadendo.Innanzitutto i cosiddetti nazionalismi o sovranismi non sono per nulla uguali, possono esserlo solo per alcuni aspetti, ma fondamentalmente sono radicalmente diversi. Oggi sono accomunati dal problema dell’immigrazione e null’altro. La vera divisione risiede nel modo diverso di intendere la difesa degli interessi della propria nazione.La Francia e la Germania ritengono che la difesa dei propri interessi consista nel rivendicare un ruolo guida in seno all’Ue e fingono di stingere alleanza tra loro, ma in realtà il loro è un continuo contenderselo. In Francia soprattutto c’è uno scontro tra il modo di tutelare gli interessi nazionali tra Macron e La Le Pen. Macron spinge per un ruolo guida della Francia attraverso una serie di negoziazioni con i vari Stati europei, mentre La Le Pen rifiuta ogni negoziazione. E il sovranismo italiano? E’ fatto in modo artigianale, intriso di irresponsabilità finanziaria che continua ad essere una propaganda più incisiva di quella di Berlusconi ma nulla di più, forse arricchita dalle dottrine di Bannon, il Guru dell’onda nera.Lega e Cinque Stelle sono militanti di un anti europeismo a tutti i costi, ma solo perché contraendo debiti cercano di comprare il consenso degli italiani. Rispetto al passato nulla è cambiato, solo gli strumenti. Sia che si tratti di pensioni che di reddito di cittadinanza, la volontà di aumentare il deficit è il loro comune denominatore. Per questo l’attuale governo tenta di allentare i vincoli europei. Basta guardare alla commedia tragicomica dei mini bot. Nuova trovata di un neofita guru dell’economia: Borghi, deputato della Lega. Difendere gli interessi dell’Italia significa dare garanzie di responsabilità finanziaria, che ci permetta di essere credibili e nello stesso tempo ci consenta di sederci ai tavoli europei per rivendicare il ruolo di potenza economica e di socio fondatore dell’Ue. Continuando in questo modo contribuiremo irresponsabilmente a tenere l’Europa in uno stato di paralisi. Fino al giorno in cui per gli europei non ci sarà un alba scura e tetra. E tutti si accorgeranno che essere divisi e in continua lotta favorirà le mire fameliche di qualche dinosauro in agguato.

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