European Commission President Ursula Von Der Leyen gives a joint press conference with (not pictured) European Council President Charles Michel after a video conference of the European Council on EU action on Coronavirus, COVID-19, at the European Council, Brussels, Belgium, 17 March 2020. ANSA-ARCHIVIO/STEPHANIE LECOCQ

Eurobond, piano UE per finanziare energia e difesa

 L’Unione Europea starebbe valutando la possibilità di lanciare bond “su vasta scala” per finanziare le spese dell’energia e della difesa. A lanciare l’indiscrezione, nella giornata di ieri, l’agenzia Bloomberg, che cita fonti riservate stando alle quali I tecnici sarebbero già al lavoro per mettere a punto un piano da presentare dopo il prossimo summit di Versailles in programma per il 10-11 marzo.

Eurobond, (nuova) svolta Ue?

Insomma, a due anni dal complicato dibattito sui “coronabond“ sfociato alla fine nell’emissione di titoli comuni per finanziare il Recovery plan, l‘invasione dell’Ucraina da parte della Russia riporta sotto i riflettori gli eurobond tornano sul tavolo dei leader europei, stavolta con l’obiettivo di sostenere le crescenti spese per energia e difesa legate alla guerra.

Il piano per finanziare energia e difesa

Non è mistero che i 27 Stati membri dovranno affrontare straordinarie esigenze di finanziamento sul fronte del rilancio delle spese militari e. soprattutto, della diversificazione energetica in scia al conflitto tra Russia e Ucraina. Da registrare, intanto, che la sola ipotesi ha già prodotto effetti concreti portando a un ribasso dei prezzi del gas (-3,6% in Europa alle 12), al rimbalzo delle borse, Milano e Madrid in testa, e al calo dei rendimenti delle obbligazioni sovrane dei Paesi europei.

Ancora da definire, secondo Bloomberg, importo e struttura dell’operazione, ma il modello potrebbe essere quello del programma Sure con cui è stata coperta la spesa per gli ammortizzatori sociali nei Paesi colpiti dalla pandemia. In sostanza, la Commissione andrebbe sul mercato per raccogliere risorse (a tassi molto bassi grazie al suo rating elevatissimo) a fronte di garanzie offerte dagli Stati membri in proporzione al loro PIL.

La Commissione Europea, nel pomeriggio, è intervenuta per smentire “non abbiamo un piano” per emettere debito in comune, garantito dagli Stati membri, per finanziare le spese necessarie a far fronte alla riduzione della dipendenza dell’Ue dagli idrocarburi russi e alla difesa comune. “Non so se lo hanno in qualche Stato membro”.  Lo ha chiarito il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, rispondendo ad una domanda in conferenza stampa a Strasburgo e confermando che le indiscrezioni che circolano in queste ore a Bruxelles riflettono allo stato le idee di alcuni Stati membri e non dell’Unione. Almeno non ancora, ma tutto potrebbe cambiare.

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