L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, fa il punto sul recente parere positivo da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il massimo organo tecnico consultivo del Paese. “La stragrande maggioranza delle prescrizioni confermano le raccomandazioni del Comitato Scientifico, l’organo indipendente previsto dalla legge. Si tratta di temi sui quali stavamo già lavorando, perché avevamo già previsto una serie di approfondimenti da sviluppare in fase di esecutivo. Trattandosi di temi a noi già noti e sui quali erano già previsti i doverosi approfondimenti che una progettazione esecutiva comporta, non prevediamo incrementi di costi rispetto ai 13,5 miliardi preventivati. E lo stesso discorso riguarda le tempistiche. Rimane fermo l’obiettivo dell’apertura al traffico nel 2034. Ricordo che a quest’Opera lavorano da anni i massimi esperti nella progettazione e costruzione di ponti sospesi. All’estero vedono il Ponte come un banco di prova per il Paese. Cerchiamo tutti insieme di raggiungere l’obiettivo.”
“L’ennesima paralisi dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa a causa della cenere dell’Etna mette a nudo, per l’ennesima volta, la fragilità dei collegamenti nel Mezzogiorno e l’urgenza non più rinviabile di infrastrutture di rete moderne e ridondanti. Ma mentre la sinistra, le opposizioni e i sindacati si esercitano nel consueto teatro dello sdegno contro il Governo e la Regione, si finge di ignorare l’unica risposta concreta a questa emergenza: la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.” Lo dichiara in una nota la senatrice della Lega, Tilde Minasi.
“Di fronte a eventi naturali del tutto imprevedibili nell’intensità come le eruzioni dell’Etna, pretendere che non vi siano disagi è pura demagogia. Il vero problema sta nell’assenza di un’alternativa di prossimità veloce ed efficiente. Quando soffiano i venti da Nord e la cenere paralizza Catania, l’aeroporto ‘Tito Minniti’ di Reggio Calabria rappresenta la sponda ideale e naturale: trovandosi a Settentrione, rimane perfettamente operativo e protetto dai flussi vulcanici. Oggi, purtroppo, i passeggeri sono costretti a dolorosi dirottamenti verso Palermo, a centinaia di chilometri di distanza, a causa dell’ostacolo rappresentato dal braccio di mare e da tempi di traghettamento anacronistici.”
“Con il Ponte sullo Stretto, la prospettiva cambia radicalmente – prosegue la senatrice leghista – Reggio Calabria dista da Catania poco più di 100 chilometri. Con il collegamento stabile e l’Alta Velocità ferroviaria, lo scalo reggino sarebbe raggiungibile in appena 40 minuti di treno o in meno di un’ora di autostrada. Reggio diventerebbe a tutti gli effetti l’aeroporto ombra di Catania in casi di emergenza, garantendo la continuità territoriale e azzerando i disagi per turisti e cittadini.”
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