Etiopia: proteste ad Addis Abeba, previsto oggi rilascio di oltre mille manifestanti

Le autorita’ etiopi libereranno oltre 1.100 manifestanti arrestati nelle proteste esplose il mese scorso nella capitale Addis Abeba. Lo ha annunciato il capo della polizia Jemal Zeinu in un’intervista all’emittente “Fbc”, secondo cui il rilascio dovrebbe avvenire nella giornata di oggi, 18 ottobre. Nelle scorse settimane l’organizzazione non governativa Amnesty International ha condannato gli arresti di massa effettuati dalle autorita’ etiopi in seguito alle violenze che hanno colpito la capitale etiope Addis Abeba, sostenendo essi “minacciano la nuova era” inaugurata dal primo ministro Abiy Ahmed. Nelle proteste, scoppiate fra il 12 e il 17 settembre scorsi, sono morti almeno 28 manifestanti, come reso noto in conferenza stampa dal commissario di polizia di Addis Abeba, Degfie Bedi, secondo cui piu’ di 2.500 persone sono state arrestate. Gli scontri sono stati provocai da un gruppo organizzato di dimostranti che hanno commesso una serie di omicidi e saccheggi in diverse aree della citta’, in particolare nel sobborgo di Burayu, ad ovest di Addis Abeba.

In risposta alle violenze, centinaia di persone sono scese in piazza nei giorni successivi contro quelli che il primo ministro Ahmed ha definito degli “attacchi vili contro cittadini innocenti, che mettono in pericolo l’unita’ del paese”. I dimostranti hanno accusato i gruppi giovanili della popolazione oromo di aver preso di mira altri gruppi etnici del sud del paese che si sono stabiliti negli ultimi anni nella regione dell’Oromia. Le violenze sono scoppiate in concomitanza con il ritorno in patria dei militanti del Fronte di liberazione oromo (Olf), che ad agosto ha firmato un accordo di riconciliazione con il governo etiope che prevede la cessazione delle ostilita’. In base all’accordo, firmato ad Asmara dal presidente dell’Olf, Dawd Ibsa, e dal governatore dello stato regionale di Oromia, Lemma Megersa, il gruppo di opposizione ha accettato di proseguire la sua attivita’ politica in Etiopia attraverso mezzi pacifici, mentre le due parti hanno concordato anche l’istituzione di un comitato congiunto per attuare l’accordo.

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