Esperimenta’, personale di Neotto a Napoli alla WeSpace di Willy Santangelo, dal 9 al 20 dicembre

Neotto sin dagli esordi giovanili si è incamminato verso la curiosità di sperimentare e cioè dall’antico spermentare e nel ‘esperimentare; (speriménto) verificare, saggiare; mettere alla prova …. Apprendere per diretta esperienza, conoscere per prova. Tentare, provare: sperimenteremo tutti i mezzi possibili . Mettersi alla prova, cimentarsi’ , molto spesso con la sua duale predisposizione di persona romantica con il vero , suadente da rappresentare come positiva visione della vita e della società, degli affetti e dei sentimenti, ma allo stesso tempo a correre nell’informale, dove segni e sentimenti sono consessi di cromie e gesti pieni di energie che viene dalla storia. Dalle forti radici vesuviane, piene di spinte e di forze, con la rappresentazione di una provenienza di ‘conoscenze’, dei linguaggi come delle capacità di avere un proprio linguaggio. Neotto è approdato a indagini spesso legate alle contaminazioni dei materiali, soprattutto per coniugare il suo reale e il suo irreale, che da sempre sono le due vie della sua sperimentazione. Non ha mai lasciato nessuna prova, senza indagare nelle viscere della propria terra, dalla quale recupera la pietra per scolpire, come risultato di una nuova genia mediterranea, conscio dei percorsi che l’arte del suo tempo proponeva ieri come oggi, ha scelto una via autonoma, nel solco dell’istinto, ma anche di una memoria collettiva dei vesuviani, che ha sempre espresso con vigore. Le tante stagioni passate a elaborare e sperimentare, hanno condotto l’artista verso una propria identità, riconoscibile per la coerente ricerca che non ha mai tralasciato i suoi tratti distintivi, come nella serie di opere dove il segno diventa quasi un inconsapevole ideogramma, dove la cromia decisa e la libertà di gesto sono l’energia; oppure nelle opere informali dove i colori sono espressione di gesti vorticosi con esiti esplodenti nella rappresentazione, sempre con la memoria del vulcano, che sovrasta ed incombe con la propria mole, ma anche con la sua irruenza sopita. Neotto, sperimenta i vari materiali che gli danno possibilità di utilizzare sia la tela di sacco come supporto per i dipinti, che realizza come nell’ultima produzione, con colori di base scuri come il nero ed il blu, che realizza sempre utilizzando colori naturali in polveri, che sono propri dell’artista antico, che non disdegna l’utilizzo degli acrilici per buona parte delle sue opere, dove con giusti equilibri pone sempre l’accento sui fatti quotidiani, che poi espone con tocchi rapidi, ma sempre organizzati con la capacità di chi come Nicola sperimenta da anni queste sue realizzazioni, che non sono solo dato tecnico, raccolgono anche la sfida di tramandare una sapienza del fare, che solo chi ha amore per quel che fa può offrire. In questa personale presenta una ampia scelta di opere di vari cicli, mettendo in mostra anche le sculture frutto di una ricomposizione di pietre che non vengono scolpite ma assemblate e ricollocate per una nuova fruizione. Un artista che con coerenza segue il cuore e con una personale visione, corroborata da una sperimentazione che da oltre trent’anni connota la sua produzione così come il titolo indica. Nicola Russo, in arte ‘Neotto’, nasce a Castellammare di Stabia nel 1949. Dal 1970 vive a Boscotrecase (Napoli), alle falde del Vesuvio, terra della poesia e del mito, dai forti contrasti e dai delicati equilibri che l’artista attraverso la pietra, il sacco, il legno, il marmo e i colori trasferisce nelle sue opere d’arte. Dal 1971 inizia ad esporre in mostre collettive e personali riscuotendo notevoli successi. Fondatore del gruppo d’arte ‘Vesuvio Creativo’che raccoglie artisti vesuviani e non per la diffusione dell’Arte.

Gianni Nappa

 

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