Esame abilitazione avvocato, Cartabia pronta a rivoluzionare tutto: cosa cambia

A causa dell’emergenza Coronavirus quest’anno le modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato potrebbero essere riviste e modificate. Il piano della nuova ministra della Giustizia Marta  Cartabia sarebbe quello di procedere con l’approvazione di un apposito decreto legge che sospenda la prova orale e permetta a tutti i candidati di partecipare comunque all’esame, nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid e senza dover fare i conti con ulteriori rinvii.

Considerando il numero di persone che quest’anno dovranno sostenere l’esame di abilitazione alla professione forense, e tenendo conto delle attuali restrizioni anti Covid, senza un intervento ad hoc del ministero della Giustizia il rinvio della prima prova – prevista dal 13 al 15 aprile e già aggetto di spostamenti – sarebbe inevitabile.

Basti pensare che, a fronte di 26 mila candidati, ben 4.000 iscritti risultano a Napoli e 3.000 a Roma. Sostenere un esame, in presenza, sarebbe quindi pressoché impossibile: le tempistiche sarebbero troppo lunghe se si rispettasse il tetto massimo delle presenze, ovvero il limite di trenta persone massimo in una stanza imposto dalle attuali norme di sicurezza contro il rischio contagio, Da qui la decisione di Marta Cartabia di procedere con un apposito decreto legge, volto a rivedere l’intero iter di esaminazione ed evitare altri ritardi.

Secondo quanto emerso, il provvedimento di Cartabia mirerebbe a sospendere la prima prova scritta dell’esame di abilitazione. Gli aspiranti avvocati, in alternativa, dovranno però sostenere ben due prove orali.

Nello specifico, la prova scritta verrebbe sostituita da un esame selettivo orale, cui scopo sarà quello di accertare che i candidati siano in possesso dei medesimi requisiti che sarebbero stati oggetto di verifica con lo scritto. Si procederà in questo caso con:

  • formulazione di un quesito;
  • individuazione di un problema;
  • e redazione di un atto.

Con domande ad hoc volte ad analizzare la capacità di orientamento nella disciplina processuale e nei riferimenti giurisprudenziali.

Tutte queste proposte, al momento, sono in fase di valutazione: qualora la proposta venisse approvata il testo di riferimento verrà inserito nel prossimo Dpcm. Visto i tempi stretti, infatti, i tecnici del ministero si sarebbero messi già al lavoro.

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