Erdogan equipara la minoranza curda all’Isis

Il presidente della Turchia, Erdogan, equipara la minoranza curda ai terroristi dell’Isis. Da dieci giorni, continua infatti, l’offensiva militare della Turchia contro la minoranza curda. L’esercito turco ha ucciso nove sospetti militanti del Pkk curdo con un’operazione compiuta da elicotteri d’attacco Cobra, di fabbricazione americana, in una zona montuosa a Idil, località del sud-est sotto coprifuoco totale dalla scorsa settimana nell’ambito del conflitto tra Ankara e i guerriglieri curdi. La zona colpita dai raid si trova nella provincia di Sirnak, al confine con la Siria. E’ evidente, quindi, che ormai Ankara è concentrata sulla repressione ai curdi piuttosto che alla lotta all’Isis. Il premier di Ankara, Ahmet Davutoglu, sostiene che la Turchia è consapevole dei giochi che mirano a renderla vicina ad una struttura del terrore, ed accusa il governo di Bashar al Assad,  e la Russia,  di voler formare con l’Isis e i curdi-siriani del Pyd una cintura del terrore nel nord della Siria, ed al confine con il territorio turco. Erdogan alla fine chiarisce le cose affermando che  i curdi siriani ‘Pyd e Ypg’ devono essere esclusi dal cessate il fuoco che dovrebbe iniziare sabato in Siria, esattamente come lo è Daesh, cioè l’Isis, Tutti dovrebbero accettare che il Pyd e l’Ypg sono rami del Pkk curdo, dice Erdogan, criticando gli alleati, in particolare gli Usa, per la mancanza di uno spirito di alleanza nella decisione di non riconoscere Pyd e Ypg come gruppi terroristici. Intanto si apprende che in Turchia la situazione dei diritti umani si è deteriorata notevolmente a seguito delle elezioni parlamentari a giugno e l’esplosione della violenza tra il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), e le forze armate turche a luglio. A denunciarlo è il rapporto 2015/16 di Amnesty International, che lancia l’allarme anche sulla libertà di espressione nel Paese: ‘I media hanno affrontato una pressione senza precedenti da parte del governo. La libera espressione online e offline ha sofferto in modo significativo’. Amnesty critica anche i comportamenti delle forze di sicurezza turche, accusandole di ostacolare ancora le manifestazioni di dissenso in piazza: ‘Il diritto alla libertà di riunione pacifica ha continuato a essere violato. I casi di uso eccessivo della forza da parte della polizia e maltrattamenti durante la detenzione sono aumentati. L’impunità per gli abusi dei diritti umani persiste. L’indipendenza del sistema giudiziario è stata ulteriormente erosa’. Il rapporto ricorda poi gli attentati che hanno colpito la Turchia nel corso del 2015 e la difficile accoglienza di 2,5 milioni di rifugiati e richiedenti asilo, sottolineando come alcuni hanno affrontato in modo crescente detenzioni arbitrarie ed espulsioni mentre il governo negoziava un accordo sui migranti con l’Ue.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com