FILE - This March 28, 2017, file photo, provided by the New York State Sex Offender Registry shows Jeffrey Epstein. A judge denied bail for jailed financier Jeffrey Epstein on sex trafficking charges Thursday, July 18, 2019, saying the danger to the community that would result if the jet-setting defendant was free formed the "heart of this decision." (New York State Sex Offender Registry via AP)

Epstein, il Congo e il Mossad

Epstein, il Congo e il Mossad
Epstein aveva strettissimi rapporti con politici israeliani, in particolare Barak, ex premier e numero uno dell’intelligence militare di Tel Aviv.

Dei rapporti tra il criminale, pedofilo e ricattatore Epstein e lo Stato genocida di Israele qui su Scomode Verità abbiamo scritto più volte. Epstein aveva strettissimi rapporti con politici israeliani, in particolare Barak, ex premier e numero uno dell’intelligence militare di Tel Aviv. Epstein finanziava organizzazioni sioniste, in particolare quelle che a loro volta sostenevano le famiglie dei militari dell’IDF. Epstein aveva appaltato la gestione della sicurezza (installazione di telecamere e sorveglianza) del suo appartamento a Manhattan (quello dove avvenivano stupri e violenze sessuali) ai servizi segreti israeliani. Queste sono solo alcune “scomode verità” che abbiamo più volte riportato e approfondito. Oggi, grazie al lavoro di inchiesta di due giornalisti (Murtaza Hussain e Ryan Grim), emergono nuovi fatti che dimostrano quanto ritenere Epstein solo un pedofilo sia riduttivo e fuorviante.

Epstein non aveva legami con il potere, Epstein era il potere. Epstein probabilmente era un “asset” dei servizi segreti israeliani, quei servizi che operano in tutto il mondo.
Come scrive Syra Beker su Kulturjam: «I documenti che continuano ad emergere, dal Dipartimento di Giustizia americano, dalle mail hackerate dalla casella di posta di Ehud Barak, dalle inchieste di Drop Site News, costruiscono un profilo radicalmente diverso. Epstein non gestiva un’operazione di ricatto privato. Gestiva, o era parte integrante, di un’operazione di intelligence con ramificazioni statali, continentali o commerciali che il termine “scandalo sessuale” non è in grado di contenere».

Epstein e Barak (ex premier israeliano e ministro della Difesa per anni, anche durante l’Operazione Piombo Fuso), dopo il 2013, anno delle dimissioni di Barak dal governo israeliano, hanno collaborato per penetrare insieme nei mercati relativi alle principali risorse africane: petrolio, gas, oro e minerali preziosi, in particolare quelli usati nell’industria della sicurezza.

In una mail hackerata inviata da Epstein e Barak tutto diventa chiaro. Scrive Epstein: “Con i disordini civili che esplodono in Ucraina, Siria, Somalia e Libia e la disperazione di chi è al potere tutto diventa perfetto per te”. Barak risponde: “Vero, però non è facile trasformare questo disordine in un flusso di cassa”. Come a dire, non è facile guadagnare grazie a questo caos…
Alessandro Di Battista

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