epa06694422 Italian former Prime Minister Enrico Letta participates during the conference: 'Que cambios necesita la UE para avivar el movimiento europeista?' (lit. What changes does the EU need to stoke the pro-European movement?) held at General Assembly of the Association of high-consumption companies (AECOC) in Barcelona, Catalonia, Spain, 26 April 2018. EPA/Enric Fontcuberta

Enrico Letta e la sua crociata delle vaccinazioni: ‘Alle amministrative solo candidati vaccinati’

Ormai vaccinarsi contro il Covid,  se non è un obbligo legale e giudiziario, è divenuto un obbligo morale e tutti sono alla caccia dell’untore che ha rifiutato di vaccinarsi. Per essere icasticamente chiari basterà pensare alle dichiarazione del segretario Pd, Enrico Letta: ‘Ci vuole un patto di maggioranza sul tema dei no vax’. E’ questa l’ultima crociata che il segretario del Pd, che in un’intervista del Corriere della sera,  intende lanciare. La sua idea è quella di un patto tra le forze di maggioranza, Lega compresa, per presentare alle amministrative solo candidati che siano immunizzati e pro vax convinti. L’intento è evidente: spostare l’attenzione non sull’amministrazione delle città ma sulla dicotomia buoni-cattivi, pro vax e no vax, mettendo in imbarazzo innanzitutto Matteo Salvini. Un escamotage che evita alla sinistra di confrontarsi sui temi che la metterebbero in crisi mentre presentare il Pd come il partito che si occupa della sicurezza sanitaria degli italiani, dovrebbe, nei disegni del segretario, portare acqua al proprio mulino elettorale. Nell’intervista cita anche altre questioni, come la scrittura del Pnrr. Poi le riforme funzionali ai fondi europei, giustizia, fisco, e semplificazioni. Ma la questione numero uno – avverte – “è la campagna vaccinale per uscire dalla pandemia e tornare alla normalità. Il governo e la maggioranza stanno lavorando bene sul Pnrr e sui nodi delle riforme, ma l’elemento costitutivo della maggioranza è la messa in sicurezza dell’Italia attraverso vaccinazioni, riaperture e green pass. Anche Figliuolo ha lavorato molto bene per la campagna, ma ora la variante Delta e la sfida no vax  alzano il livello della difficoltà. Quello che serve ora, dunque, è “un patto di chiara corresponsabilità, per sostenere le misure del governo e lo sforzo di farle passare nell’opinione pubblica, senza distinguo e senza ambiguità. Noi – aggiunge Letta – lanciamo la sfida a tutti. Chiediamo che tutti i candidati alle amministrative abbiano ottemperato gli obblighi vaccinali, come fa il Pd. E’ un messaggio forte, che tutti dovrebbero sottoscrivere. Sindaci e presidenti di Regione siano i primi a dare l’esempio”.

Giorgia Meloni si è vaccinata a Roma. La presidente di Fratelli d’Italia si è sottoposta alla prima dose del vaccino anti-covid allo Spallanzani. Pochi giorni fa anche Matteo Salvini aveva ricevuto la prima dose del vaccino

Com’è ormai evidente a tutti, la vaccinazione dei due leader del centrodestra era diventata, in seguito al tam tam della sinistra, una questione politica. Ancora oggi l’esponente dem Pina Picierno aveva accusato Salvini e Meloni di lanciare messaggi ambigui su vaccini e green pass. Ora il Pd dovrà inventarsi altri nemici considerati come “untori”. Anche se il fatto di vaccinarsi non cancella il diritto delle forze politiche di criticare il modo in cui in Italia verrà applicato l’obbligo del pass sanitario.

Pochi giorni fa in un video Giorgia Meloni  aveva ancora una volta sottolineato che si può essere a favore dei vaccini e contro il green pass, che non è stato adottato da tutti i Paesi in Europa.

«Noi – aveva chiarito Meloni – continuiamo a dire la stessa cosa: il green pass come strumento europeo per passare da una nazione all’altra è una cosa che ci sta, ma il green pass per andare a prendere il caffè al bar è una cosa che farà scappare milioni di turisti’.

In più occasioni negli ultimi giorni la leader di FdI aveva detto che si sarebbe vaccinata, rispondendo alle domande durante le interviste per presentare il suo libro in giro per l’Italia. Lo aveva ribadito anche una settimana fa a Napoli:  “Mi vaccinerò, non vi preoccupate, se avessi deciso di non farlo, lo avrei già detto”. Ma aveva anche aggiunto di nutrire perplessità sui vaccini a bambini e adolescenti. “Vaccinare mia figlia? neanche in catene…“.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha sparato una bufala colossale sul vaccino, che è passata sotto silenzio: “I vaccinati non sono contagiosi”, ha detto il premier in conferenza stampa in occasione della presentazione del Green pass.

La gaffe di Draghi è stata pressoché ignorata da tutti.  Solo il giornale Open  di Enrico Mentana   ha avuto il coraggio di riferire correttamente il fatto. Avete letto commenti indignati o allarmati? Muti i Burioni e Crisanti di turno. Zitto il ministro Speranza. Silenti i vertici dell’Iss. Non uno straccio di virologo che abbia detto a Draghi quello che non viene risparmiato a Meloni, Salvini e ad altre personalità della vita politica o sociale, quando parlano del Covid. Non tutti i leader di governo sono così fortunati. Per alcune frasi sul Covid, il presidente americano Donald Trump è stato censurato, bannato, bloccato e segnalato. Sia da Twitter che da Facebook.

La risposta è sì: una persona vaccinata può infettarsi e contagiare – spiegano dalla Fnomceo, l’Ordine nazionale dei medici, tramite il team di dottoremaeveroche, il sito anti fake-news rivolto   a medici e cittadini -. Tuttavia, come dimostra il recente caso dell’Amerigo Vespucci,  il vaccino riduce moltissimo entrambi questi rischi. Non solo tutti i casi sono stati lievi o asintomatici – cosa che potrebbe essere anche legata all’età – ma soprattutto l’infezione non si è diffusa oltre un ristretto numero di persone, una ventina su oltre trecento. E questo nonostante si trattasse di una comunità chiusa».

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