Enrico Letta e la campagna elettorale peggiore di sempre

«Arriva il fascismo», «è la destra peggiore di sempre», «c’è un’emergenza democratica», «con la destra rischiamo il default», «con le destre finiamo come Polonia e Ungheria»… È dall’inizio della campagna elettorale, circa un mese fa, che a sinistra vanno avanti con questo ritornello.  Obiettivo: creare il mostro contro cui gli elettori dovrebbero correre alle urne per sostenere Enrico Letta e i suoi minuscoli alleati. In realtà tutti i sondaggi confermano che questa strategia non funziona. Il Pd, infatti, non sta recuperando e, anzi, la distanza dal centrodestra aumenta.

 «In questo momento gli italiani hanno due alternative: la nostra, che garantisce di restare nel cuore dell’Europa insieme a Francia, Germania e Spagna, e quella di Meloni e Salvini, che vogliono l’Italia insieme a Polonia e Ungheria, Paesi oggi guidati da governi che sono stati sanzionati dall’Unione europea per molte questioni legate alle libertà fondamentali». Restiamo a Letta e al nodo dei conti pubblici, che con l’avvento del centrodestra, naturalmente, salterebbero immediatamente. «I dati non mentono», ha attaccato il segretario dem, «l’ultima volta che la destra ha governato, eravamo a un passo dal default. All’Economia Tremonti. Premier Berlusconi. Ministro per le Politiche giovanili Meloni. Risultato? Disoccupazione giovanile dal 21,4% al 31,6%». E qualcosa sulla Russia il nostro Enrico poteva non dirla? Ovviamente no. E quindi: «La Russia è entrata in questa campagna elettorale. C’è una forte ingerenza della Russia a favore della destra, perché il governo russo sa che la nostra posizione continuerà ad essere contraria a Putin».

Insulti, minacce e  auspici di morte: in questa campagna elettorale che demonizza i protagonisti del centrodestra più che discutere dei programmi, la sinistra ha fomentato l’odio e scatenato bande di haters implicitamente arruolati ad aizzare i social attraverso  attacchi quotidiani contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Aggressioni verbali feroci che evocano (e sollecitano) violenza fisica che, nel migliore delle ipotesi – sospettano commentatori e analisti – porterà ad allontanare sempre di più gli italiani dalla politica. E, chissà, ad aumentare la rituale quota di astensionismo. E di abbassare i toni, non se ne parla.  Una amara consapevolezza, sottolineata tra le righe nei giorni scorsi dalla stessa Giorgia Meloni, che sugli indecorosi attacchi a lei indirizzati, ha commentato: «La sinistra sta costruendo una delle peggiori campagne elettorali di sempre, evitando i programmi e impegnandosi solo ed esclusivamente nel dipingerci come mostri. E si sa, quando fa di tutto per provare a creare il mostro, qualcuno ti crede e il clima inizia a diventare questo»…

OCCHIO AL PORTAFOGLI La strategia del terrore e della delegittimazione si aggrappa anche ai soldi del Pnrr. Che, secondo i progressisti, con il centrodestra al governo potrebbero sparire. Tra i tanti che hanno rilanciato questa bufala (tra l’altro smentita dal Mario Draghi in persona) citiamo Piero De Luca, vice capogruppo Pd alla Camera: «Con un governo di destra il Pnrr rischia di saltare. Fratelli d’Italia non ha mai votato a favore, né in Italia né in Europa. Un pericolo enorme soprattutto per il Mezzogiorno. Il Pnrr va accelerato, non eliminato…». Guai, poi, a far notare ai compagni le loro contraddizioni. Un candidato del Pd scriveva post contro Israele? Un altro esaltava l’Unione sovietica? Meglio non dire nulla, altrimenti bisogna sentire i sermoni del deputato dem Matteo Orfini: «Gente che in Parlamento applaude quando viene bocciato il ddl Zan, che semina odio sui migranti, che nega la cittadinanza a migliaia di bambini, che considera colpevoli i poveri, poi si scandalizza per i vecchi post di giovani militanti. Ma fatela finita». Ah, pare che sia il centrodestra che deve farla finita…

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