Energia, cosa è stato deciso nel Consiglio europeo: ok all’acquisto comune di gas e nuovo accordo Usa-Ue

Il Consiglio europeo si è concluso con una decisione importante: l’Unione Europea provvederà alla creazione di stoccaggi comuni e all’acquisto  in comune del gas. È questa la principale decisione che è stata presa dai leader Ue riuniti a Bruxelles, dopo i vertici Nato e G7, per discutere della guerra in Ucraina e delle conseguenze sulla crisi energetica che i Paesi Ue stanno affrontando.

Al termine di una lunga giornata di lavori al Consiglio europeo, i leader Ue hanno raggiunto un importante accordo: i Paesi dell’Unione europea procederanno all’acquisto congiunto e volontario di gas, in modo da far valere sui mercati il loro peso strategico e politico. Spetterà alla Commissione Ue il compito di procedere all’acquisto in comune di gas.

“Se guardiamo al mercato dei gasdotti il 75% del mercato del gas a livello mondiale è europeo, per cui abbiamo un potere di acquisto fortissimo. Dobbiamo usare il nostro potere contrattuale non gareggiando l’uno con l’altro, piuttosto uniremo la nostra domanda”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen.

Accordo anche sullo stoccaggio di gas: in vista del prossimo inverno i 27 Paesi Ue procederanno a ricostituire scorte comuni di gas e dovranno anche “stabilire i necessari meccanismi di solidarietà e compensazione”, come si legge nel documento conclusivo del vertice.

Al Consiglio Ue si è discusso anche su come ridurre la dipendenza europea dal gas russo e come affrontare la corsa dei prezzi energetici. Oltre all’acquisto in comune di gas, sul primo punto è stato raggiunto un importante accordo tra Unione europea e Stati Uniti.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden in questi giorni in visita in Europa, hanno annunciato un accordo che rafforza le forniture di gas naturale liquefatto (Lng) americano.

L’Ue importerà quest’anno da Washington 15 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto in più. L’intesa prevede di arrivare ad almeno 50 miliardi all’anno fino al 2030, un quantitativo equivalente a un terzo degli attuali flussi di gas dalla Russia.

Per poter ricevere il gas naturale liquefatto sono però necessarie strutture adeguate che lo riportino allo stato gassoso. L’Italia, come ha dichiarato il premier Draghi, si sta attrezzando: “La disposizione che è stata data l’altro ieri a Cingolani e trasmessa alla Snam è di acquistare altri due rigassificatori. Sono navi galleggianti e non sul terreno, per i quali ci vorrebbe più tempo”.

Dagli accordi raggiunti a quelli mancati: il Consiglio Ue si è concluso infatti senza una intesa sul tetto ai prezzi del gas e sulla riforma del mercato dell’energia elettrica con il disaccoppiamento tra il costo del gas e quello dell’energia elettrica che i consumatori si trovano in bolletta.

Gli Stati Ue restano divisi sulle soluzioni per contrastare l’impennata dei prezzi del gas. Alcuni, guidati da Germania e Olanda, sono contrari a staccare il prezzo del gas da quello dell’elettricità.

Al termine del vertice il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichirato che “la Germania e altri Paesi sono scettici quando si tratta di interventi sul mercato dell’energia perché si mettono a rischio le forniture e non c’è un effetto sostenibile sui prezzi”.

I leader dei 27 hanno quindi dato mandato alla Commissione Ue di studiare le opzioni già sul tavolo e presentare nuove proposte a maggio.

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