Elezioni Austria, Van der Bellen è il nuovo presidente

Il professore universitario ecologista prestato alla politica ha sconfitto Norbert Holfer, il volto gentile della destra xenofoba. Van der Bellen è arrivato al 50,3% dei voti, Holfer al 49,7, lo scarto è stato di soli 31.026 voti. Holfer, sulla pagina personale di Facebook, ha espresso il suo “rammarico” per non essere stato eletto presidente, scrive “mi sarebbe piaciuto prendermi cura di questo bel Paese. Vi resterò comunque fedele”.

In perfetto stile americano, Van der Bellen, si è mostrato davanti alle telecamere su un prato verde davanti al castello di Schönburg, ha dichiarato la sua disponibilità  “al servizio di tutti gli austriaci”. Ha aggiunto “Inizierò da subito a riconquistare la fiducia degli elettori di Norbert Hofer, al quale va il mio rispetto”. Van der Bellen, che si insedierà il prossimo 8 luglio, ha ricordato che “si è parlato molto di polarizzazione, ma Hofer ed io siamo semplicemente le due metà che assieme formano questo grande Paese. Nessuna di queste due metà è più oppure meno importante dell’altra”. Il nuovo inquilino della Hofburg ha invitato la politica a trarre le conseguenze di questa tornata elettorale, di occuparsi dei “veri problemi del Paese” e di ascoltare “anche chi è pieno di rabbia”. Il nuovo presidente vuole essere “l’apriporta dell’Austria all’estero per l’economia e per creare nuovi posti di lavoro”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio privato al nuovo presidente scrive “sarò particolarmente lieto di poter collaborare con lei per il bene comune dei nostri due Paesi e del nostro continente, certo che anche in futuro Austria e Italia continueranno a rappresentare un modello di progressiva integrazione nel segno del comune disegno europeo” – aggiunge – Desidero farle pervenire le mie più vive congratulazioni per la sua elezione alla Presidenza della Repubblica d’Austria, Paese al quale l’Italia è profondamente legata”. “Oggi – conclude il capo dello Stato – i sentimenti di amicizia tra Austria e Italia rappresentano non solo elemento imprescindibile per il comune sviluppo sociale ed economico dei nostri Paesi, ma anche un solido ancoraggio per il rafforzamento del progetto europeo, scosso da numerose e talvolta inedite sfide”.

Invece, Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia e vicesegretaria del Pd, commenta che “certamente si può esprimere sollievo per il compattamento che ha fermato il candidato della destra estrema.Tuttavia lo stretto margine che att‎ribuisce la vittoria a Van der Bellen obbliga anche a riflettere su dinamiche sociali ed elettorali che devono essere prese molto sul serio. Al nuovo presidente auguro di saper esser punto di sintesi e unione per l’intero suo popolo, e ponte verso tutti gli Stati vicini e d’area”.

“Un abbraccio agli amici del Partito della Libertà austriaco, alleato storico della Lega, sconfitto per una manciata di voti (arrivati per posta…) da un’ammucchiat di socialisti, democristiani, verdi e compagni – commenta su Facebook il segretario della Lega Nord e presidente Ncs, Matteo Salvini – Germania, Austria, Francia, Polonia, Ungheria, Finlandia, Gran Bretagna e Italia: in Europa soffia aria di libertà, la gente vuole più lavoro e meno immigrazione, più diritti e meno euro-burocrati”. Salvini conclude “provo pena per quei giornalisti italiani che parlano di un voto (della metà del popolo austriaco!) per una ‘estrema destra xenofoba, populista, razzista e ultra-nazionalista’. Da quando chiedere il rispetto delle regole è estremismo? Nove giornalisti italiani su dieci non sono uomini, sono servi”.

Su Twitter il commento del primo ministro francese Manuel Valls che esprime “sollievo nel vedere gli austriaci respingere il populismo e l’estremismo. Ciascuno ne tragga lezione in Europa”. Mentre, malgrado la sconfitta di misura alle elezioni presidenziali austriache, il Front National di Marine Le Pen si è felicitato con Hofer, per il “bel risultato” che annuncia “successi futuri” in Austria e “altrove nel mondo”. Nel comunicato diffuso dal partito di estrema destra francese, si parla di un “risultato storico”. “Il ritorno delle sovranità nazionali è ormai solo questione di tempo”, sottolinea il Front National, la cui leader, Marine Le Pen intende candidarsi alle elezioni presidenziali francesi del 2017.

Dunque, le elezioni presidenziali austriache del 2016 mostrano come un sistema di governo tradizionale vacilla anche nell’Europa occidentale.

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