Marine Le Pen torna punta decisa all’Eliseo. Dopo aver annunciato la candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2027, la leader del Rassemblement National è balzata in testa alle intenzioni di voto con il 36% al primo turno. Lo ha certificato un sondaggio Ifop per Lci e Le Figaro, sottolineando un successo sorprendente se si considera la recente condanna nel processo sugli assistenti parlamentari europei e il ricorso ancora pendente. Se il risultato dei sondaggi dovesse tradursi in una vittoria alle urne, l’impatto non riguarderebbe soltanto la politica francese. A cambiare potrebbe essere anche l’equilibrio tra Parigi e Roma. Per l’Italia un’eventuale presidenza Le Pen rappresenterebbe una discontinuità rispetto all’era Macron, segnati da una competizione silente con il Governo Meloni.
L’eventuale elezione di Marine Le Pen delineerebbe dunque uno scenario inedito. Anche a livello europeo. Presso il Parlamento Ue il Rassemblement National siede nel gruppo Patriots for Europe, mentre Fratelli d’Italia è annoverata tra i Conservatori e Riformisti europei (Ecr).
Pur appartenendo a famiglie politiche diverse nell’alveo comunitario, Le Pen e Meloni condividono tuttavia posizioni su sovranità nazionale, controllo delle frontiere, revisione del Patto migratorio e maggiore autonomia degli Stati membri rispetto alle istituzioni brusseliane.
Non è ovviamente detto che ciò si traduca automaticamente in un’alleanza politica stabile. Potrebbe più probabilmente favorire una maggiore convergenza “per convenienza” su singoli dossier continentali. Soprattutto quelli legati all’immigrazione, alla sicurezza e alla revisione di alcune politiche climatiche considerate troppo penalizzanti per l’industria.
Allo stesso tempo, resterebbero però differenze significative. In particolare sul sostegno all’Ucraina e sul rapporto con la Nato, tema sul quale Giorgia Meloni ha mantenuto una linea fortemente atlantista, mentre Le Pen ha in passato assunto posizioni più favorevoli a un dialogo con Mosca. Pur modificando parte della propria impostazione dopo l’invasione russa del 2022.
Il sondaggio Ifop fotografa una leader del Rassemblement National in forte crescita, ma la campagna elettorale è soltanto all’inizio e resta aperta anche la vicenda giudiziaria che la riguarda.
Marine Le Pen ha presentato ricorso in terzo grado dopo la sentenza di appello. Il ricorso sospende per ora l’esecuzione della pena, consentendole di candidarsi e fare campagna elettorale.
Se dovesse conquistare l’Eliseo, non cambierebbero soltanto gli equilibri interni della Francia. Anche l’Italia si troverebbe davanti a un interlocutore diverso da Emmanuel Macron. Forse più vicino su alcuni dossier politici, ma comunque espressione di uno Stato che, come sempre nella storia delle relazioni franco-italiane, continuerà a perseguire prima di tutto i propri interessi nazionali.
I sondaggi premiano Le Pen, ma la partita è ancora aperta
Per il momento, però, si tratta di uno scenario ancora tutto da verificare.
Marine Le Pen candidata alle elezioni 2027 in Francia anche se condannata: “Ho le mani pulite”
Marine Le Pen, leader di RN, condannata anche in appello per appropriazione indebita di fondi europei: potrà comunque candidarsi all’Eliseo
Il sondaggio Ifop fotografa una leader del Rassemblement National in forte crescita, ma la campagna elettorale è soltanto all’inizio e resta aperta anche la vicenda giudiziaria che la riguarda.
Marine Le Pen ha presentato ricorso in terzo grado dopo la sentenza di appello. Il ricorso sospende per ora l’esecuzione della pena, consentendole di candidarsi e fare campagna elettorale.
Se dovesse conquistare l’Eliseo, non cambierebbero soltanto gli equilibri interni della Francia. Anche l’Italia si troverebbe davanti a un interlocutore diverso da Emmanuel Macron. Forse più vicino su alcuni dossier politici, ma comunque espressione di uno Stato che, come sempre nella storia delle relazioni franco-italiane, continuerà a perseguire prima di tutto i propri interessi nazionali.
È terminata la visita istituzionale di Giorgia Meloni in Francia. Nel corso della conferenza stampa finale, la premier ha risposto a una domanda riguardante il processo contro Marine Le Pen. Le parole di Meloni sono diventate un caso Oltralpe, ma sono state fraintese. È stata una politica francese a denunciare sui social la traduzione errata effettuata dall’emittente BFM TV.
“Io non conosco i termini giudiziari della causa contro di lei e non sono in grado di giudicarli. Posso giudicare il politico e ho rispetto di Marine Le Pen come ho rispetto di chiunque abbia il consenso dei cittadini, perché la democrazia funziona così”.
Questa la risposta di Giorgia Meloni al giornalista che le chiedeva un parere sulla causa in corso contro la politica francese, condannata per appropriazione indebita di fondi pubblici europei.
BFM TV traduce male la parole di Meloni in Francia
“Posso dirle che sono una persona che non crede automaticamente a tutto quello che legge, – ha aggiunto la Premier – perché ricordo che cosa veniva scritto su di me prima che io diventassi Presidente del Consiglio dei Ministri, e quindi preferisco approfondire prima di giudicare gli altri”.
La Presidente del Consiglio ha concluso: “In ogni caso non penso di essere nella condizione di poter dire ai francesi cosa sia meglio per il loro futuro e per loro, perché io non ho gradito quando è stato fatto nei miei confronti e nei confronti degli italiani”.
È una traduzione errata di BFM TV
Non sono state queste, tuttavia, le parole diffuse dalla traduzione dell’emittente locale BFM TV, che ha invece riportato: “Non credo a tutto quello che dice Marine Le Pen”.
A denunciare l’errore sui social è stata Marion Maréchal, leader del partito di destra Identité Libertés, nonché nipote della stessa Le Pen.
“Meloni sottolineava che non bisognava fidarsi di quello che una certa stampa ‘autorevole’ diffonde sul campo nazionale… E Bfm le ha immediatamente dimostrato che aveva ragione a diffidare” ha scritto Maréchal nel post rilanciato anche da Meloni.
L’errore è stato rilanciato anche dall’italiano Vincenzo Sofo, ex parlamentare di FdI e marito di Maréchal, che ha sottolineato come anche la premier italiana sia stata “vittima di campagne diffamatorie condotte da una parte della stampa”.
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