Elemosiniere del Papa riattiva luce in stabile occupato. Salvini: “Ora paghi le bollette arretrate”

Il cardinale elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski, ha riattivato la corrente elettrica a Spin Time, il palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, al buio e senza acqua calda da lunedì 6 maggio. “Non l’ho fatto perché ero ubriaco. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi”, ha detto il “braccio” caritativo della Santa Sede per i casi di disagio. Ma scoppia la polemica con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Conto che l’elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate”. “Penso che voi tutti facendo sacrifici le bollette le pagate”, ha aggiunto il segretario della Lega a un comizio a Bra, nel Cuneese.

Il porporato “è stato informato di una grave situazione in uno stabile occupato a Roma in cui si trovavano oltre quattrocento persone, tra cui numerosi bambini . Come elemosiniere, ha sentito il dovere di compiere un gesto umanitario, provvedendo personalmente a riattivare la corrente elettrica all’edificio”, che non è di proprietà del Vaticano. Questo gesto, sottolineano fonti vaticane, “è stato compiuto dal cardinale Krajewski nella piena consapevolezza delle possibili conseguenze d’ordine legale cui ora potrebbe andare incontro, nella convinzione che fosse necessario farlo per il bene di queste famiglie”.

Nello stabile, ex sede dell’Inpdap, occupato il 12 otto bre 2013 dal movimento “Action” a scopo abitativo, vivono 420 persone, tra cui 98 minorenni, e ci sono 25 realtà culturali. Oggi all’interno del palazzo si trovano un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e “un punto di approdo, aperto a tutti e attento ai giovani, agli ultimi e ai più bisognosi”.

Secondo gli occupanti, il Campidoglio non salderà le bollette della luce arretrate dovute dagli occupanti della palazzina, dopo che, nei giorni scorsi, la società di fornitura di energia, Hera, ha staccato la corrente per morosità. Sembra che il debito accumulato dal 2013 sia di oltre 300mila euro.

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