Egitto, il presidente Morsi dice no a ultimatum e chiama Obama

Dopo i quattro ministri che lunedì hanno dato le dimissioni anche il ministro degli esteri  lascia.   Intanto il presidente egiziano Mohamed Morsi ha respinto l’ultimatum di 48 ore lanciato dalle Forze armate dicendo che le affermazioni dell’esercito non sono state da lui prese in considerazione e che alcune frasi contenute nell’ultimatum stesso “potrebbero creare confusione”. Morsi dice di credere che una dichiarazione rilasciata dal capo delle Forze Armate con un ultimatum alle forze politiche per conquistare il consenso, rischia di causare confusione e attacca il suo piano per una riconciliazione nazionale. Notando che Morsi non è stato consultato in anticipo dal generale che ha lanciato l’ultimatum, l’ufficio di presidenza dichiara:”Sembra che alcune delle affermazioni dell’ultimatum abbiano significati che potrebbero creare confusione in una nazione complessa”. Lo staff del presidente egiziano ha detto che Mohamed Morsi ha avuto un colloquio telefonico col presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

L’ultimatum delle Forze Armate. Pugno di ferro delle forze armate in Egitto, che ieri  hanno lanciato un nuovo ultimatum ai politici, concedendo loro solo 48 ore di tempo “per rispondere alla richieste del popolo”. In caso contrario, si legge in un comunicato  diffuso dalla tv di Stato, “saranno obbligate a presentare una road map la cui applicazione sarà controllata direttamente”.

“L’Egitto e il mondo intero sono stati testimoni di come gli egiziani sono scesi in strada in manifestazioni pacifiche per esprimere la loro opinione in modo civile”, afferma il comunicato letto dal capo della forze armate Abdel fattahel Sissi con la voce fuori campo. Il comunicato fa riferimento alla circostanze ‘gravi’ nelle quali versa la sicurezza egiziana. “Visto che la sicurezza nazionale è in pericolo, questo ci rende responsabili, ciascuno nel suo ruolo, per mettere il paese fuori dal pericolo”. “Le forze armate avevano intuito il pericolo della situazione attuale e si erano mostrate comprensive verso le rivendicazioni del popolo egiziano”,  sottolinea il comunicato, che ricorda che le forze armate avevano già dato alle forze politiche una settimana di tempo, prima del 30, per uscire dal muro contro muro.  “La settimana è passata “senza che nulla avvenisse e questo ha spinto il popolo a uscire per esprimersi con grande determinazione e in piena liberà”. Sottolineando che “la perdita di tempo non porterà che a maggiori divisioni”, il comunicato precisa che questo lascia alle forze armate un “pesante fardello morale” ed e’ in questa ottica che concedono 48 ore di tempo come “ultima chance” per affrontare “questi momenti storici che non perdoneranno a nessuno di non essersi assunto la propria responsabilità”. Le forze armate avvisano che “se le rivendicazioni del popolo non saranno onorate sarà  loro obbligo presentare una road map per il futuro, con misure che le forze armate metteranno in attuazione con la partecipazione di “tutte le forze politiche in particolare i giovani, senza esclusione alcuna”.

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