Scafuro: No ad un governo tecnico. All’Italia serve una riforma economica di sistema

L’idea è quella di evitare una crisi di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. E avvisare i due vicepremier, parlando agli italiani, che in gioco c’è la stabilità economica del sistema Italia e il futuro presente e di domani degli italiani. Vuole rassicurare l’Ue che Roma ha i conti a posto, rispetta le regole dell’Unione anche se opinabili ed avere mani libere per dialogare con Bruxelles. Quindi basta campagna elettorale perenne e tutti uniti per evitare che la prossima manovra finanziaria sia di ‘lacrime e sangue’. Dunque, se alcuni provvedimenti bandiera presenti nel contratto di governo che Salvini e Di Maio spingono per essere immediatamente approvati per i rispettivi interessi di partito non ha le giuste e dovute coperture finanziarie vanno posticipati. Altrimenti, sarebbe il pensiero del premier, si prendano loro la responsabilità politica di uno scontro non solo con l’Ue ed i mercati finanziari e con gli italiani, sia cittadini che imprese, che si vedrebbero sempre più impoveriti. E in questo caso lui sarebbe pronto a lasciare la mano aprendo, di fatto, ad una crisi di governo con tutti i rischi che ne possano derivare.

“L’alleanza di governo tra M5S e Lega è oggi chiamata alla prova del nove. Salvini e Di Maio devono dimostrare di essere dei politici e guardare al benessere dell’Italia. Conte vuole metterci una pezza ma forse i tempi sono troppo stretti: i mercati finanziari rischiano di soffocarci con l’impennata dello spread”, dice Omar Scafuro, esperto di economia e finanza internazionale, commentando la delicata situazione politico economica che sta vivendo l’Italia ad una settimana dalle elezioni europee. Il Paese ha bisogno di “riforme strutturali per far crescere le imprese” e non “interventi frammentari su una singola misura”. “Con misure tampone, a macchia di leopardo – spiega Scafuro – non si arriva a nulla. Serve una visione di sistema di lungo periodo”. E il pensiero va alla flat tax che Matteo Salvini insiste per farla approvare al più presto.  “L’idea può non essere sbagliata ma vanno trovati i soldi, la coperta ad oggi è corta. Farla in deficit significa sfidare l’Europa e le sue regole che su tanti aspetti vanno assolutamente cambiate”. “Sono più propenso – dice l’esperto di economia e finanza internazionale – ad una revisione generale del sistema fiscale per premiare il lavoro e favorire le imprese, mantenendo una certa progressività, che unita ad una lotta senza quartieri all’evasione possano far da volano all’economia italiana”. Purtroppo “siamo sempre in una continua rincorsa per salvare il salvabile che oggi, solo per fare un esempio, si materializza nella necessità di sterilizzare l’aumento dell’Iva”, continua Omar Scafuro. Ma come risolvere questo puzzle? La soluzione c’è e prende il nome di ‘politica’. “Quello che bisogna evitare è un governo tecnico alla Monti. La politica italiana si assuma le proprie responsabilità. Questo significa che i due vicepremier devono fare un passo indietro sui propri cavalli di battaglia elettorali e non forzare la mano con l’Europa minacciando provvedimenti in deficit. Insomma serve che i politici italiani dimostrino, finalmente, di essere dei politici”, conclude Omar Scafuro. Il problema resta sempre la qualità dell’attuale classe dirigente italiana che troppo spesso ha rischiato di far rimpiangere la Prima e Seconda Repubblica.

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