E’ un errore per i partiti trattare il presente ignorando il passato

Quando, come in questa fase di trattative per la formazione del nuovo governo, i partiti trattano il presente come se il passato non esistesse, allora le cose peggiorano, anche se si può capire l’ansia di chi, tenuto conto dei risultati elettorali, vorrebbe governare. Ma non bisogna esagerare e perdere il senso della misura.Il passato pesa sempre sulle biografie individuali e collettive. Gli estremismi dell’una e dell’altra parte permangono, nonostante i tatticismi adottati durante le negoziazioni finalizzate a stingere patti politici. I tatticismi non possono occultare la realtà, quali che siano le giravolte imposte dalle necessità politiche.Come si fa a pensare che il passato non pesi sui partiti politici che in Italia alle scorse elezioni hanno ottenuto il maggior numero di voti? Guardando al caso della Lega, è indubbio che Salvini ha riportato il successo mettendo da parte i soliti stereotipi dell’indipendentismo padano, puntando su una propaganda di tipo lepenista .Però nonostante gli sforzi e i buoni propositi il pieno di voti lo ha fatto al Centro-Nord del Paese. O si prenda il caso dei Cinque Stelle, senza togliere merito alla Casaleggio e Associati in uno a Grillo e Di Maio, non possono fingere di essere diventati, come d’incanto, centristi, europeisti convinti, riformisti moderni e moderati. Una cosa è rassegnarsi all’evidenza ineluttabile, altra è ritenere che il nero sia bianco.Il modo in cui un partito è nato, le sue basi ideologiche di partenza, le parole d’ordine che hanno permesso di reclutare certe persone anziché altre, hanno formato e forgiato il proprio personale politico.E questi primi passi continueranno a condizionare il personale negli anni a venire.I Cinque Stelle sono nati come movimento di radicale contestazione della democrazia parlamentare e dell’economia di mercato.Il loro populismo somiglia tanto a quello del passato del Messico e di altre realtà dell’America Latina. Se un giorno dovessero decidere di accantonare queste loro peculiarità e la loro impostazione antisistema, farebbero venir meno le ragioni dei grandi consensi che hanno raccolto. I tatticismi e e le giravolte, pur se giustificati dalla realtà contingente, non possono non convivere con la conservazione della loro ragione sociale. La storia della loro nascita esclude tutto il resto. All’inventore del Vaffa-days, ascoltando e leggendo dei Cinque Stelle che si accreditano quale forza moderata, gli si staranno torcendo le budella.

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