Droni russi abbattuti in territorio polacco, Tusk invoca l’Articolo 4 della Nato

Nel conflitto tra Russia e Ucraina una ventina di droni russi sono impattati in territorio polacco nella notte tra martedì e mercoledì aprendo una possibile escalation nel conflitto latente tra Putin e l’Occidente.

In Parlamento il primo ministro polacco Donald Tusk ha parlato di ”19 violazioni dello spazio aereo polacco e quattro droni russi probabilmente abbattuti. Questo dà un’idea della portata di questa operazione”, ha affermato Tusk, parlando di “un attacco senza precedenti”.

Durante l’attacco notturno contro il territorio ucraino “non c’era alcuna intenzione di attaccare obiettivi” sul suolo polacco, ha risposto mercoledì il ministero della Difesa russo a Varsavia e ai suoi alleati che accusano Mosca di aver deliberatamente inviato questi velivoli nello spazio aereo polacco.

“Incidenti con uno o due droni russi si erano già verificati in precedenza nei Paesi del fianco orientale della Nato, incluso qualche settimana fa in Romania. Ma questa volta il numero di droni russi era molto più elevato, la sfacciataggine molto maggiore: i droni sono entrati non solo dal territorio ucraino, ma anche dalla Bielorussia. E tutti noi comprendiamo ugualmente che si tratta di un livello di escalation completamente diverso da parte della Russia. Deve esserci una risposta adeguata”, ha scritto su X Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino ha avuto un colloquio con il primo ministro polacco Donald Tusk, il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato, Mark Rutte e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Da Palazzo Chigi, è arrivata la solidarietà alla Polonia della premier Meloni a nome del Governo per la “grave e inaccettabile violazione” russa dello spazio aereo polacco e “dell’Alleanza Atlantica”. La premier ha assicurato che l’Italia continuerà a lavorare per “garantire la sicurezza europea, a partire da quella ucraina, e per il raggiungimento di una pace giusta e duratura”. Mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump sceglie un post social di avvertimento a Mosca: “Perché la Russia viola lo spazio aereo polacco con i droni? Ci risiamo!”.

Della più grave violazione dello spazio aereo europeo dall’inizio della guerra parla il ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Un atto – ribadisce – inaccettabile”. Per il ministro, il blitz avrebbe avuto un duplice scopo: provocare e testare. Come se Mosca stesse volutamente alimentando un’escalation “che nessuno vuole”, precisa. Da Londra, dove partecipa alla riunione dei ministri della Difesa in formato E5, è ancora più chiaro: “Non ci interessa se sia stata o no una provocazione, la Nato, e ogni nazione Nato, è pronta a reagire e si aspetta che le altre nazioni reagiscano se toccherà a un’altra nazione”.

“Gli aerei italiani fanno parte dei contingenti della Nato e sono pronti a difendere ogni nazione parte della Nato come ci aspettiamo che si difenderebbe l’Italia in caso di attacco”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una conferenza stampa al termine dell’incontro in formato E5 dei ministri della Difesa di Italia, Regno Unito e dei rappresentanti di Germania, Francia e Polonia, a Londra. Quello di questa notte è “un fatto gravissimo”, ha aggiunto, sottolineando che quello decollato questa notte dall’Italia è “un aereo radar che si è alzato in volo e lo fa regolarmente tutte le sere per segnalare eventuali minacce, fa parte degli assetti forniti all’Alleanza e il loro utilizzo se necessario è immediato”. ha aggiunto.

I fatti della notte scorsa rischiano di incrinare ulteriormente i rapporti tra il Cremlino e la Nato, già da tempo sul punto di rottura. A lanciare l’allarme sono le autorità di Varsavia, che hanno registrato una serie di violazioni del proprio spazio aereo, con diversi droni russi – si parla di almeno 7 velivoli e 1 missile – abbattuti dalle forze polacche, con la compartecipazione degli alleati, tra cui l’Italia, che ha fatto levare in volo uno dei suoi caccia presente nell’area.

Parti dei relitti sono state recuperati, mentre si sono registrati danni materiali a edifici, senza per fortuna vittime confermate al momento. Le autorità polacche hanno descritto l’incursione come una “provocazione su larga scala” e il primo ministro Donald Tusk ha invocato l’Articolo 4 dell’Alleanza Atlantica, richiedendo una consultazione formale con i partner.

A seguito dell’incidente il primo ministro Donald Tusk ha annunciato che la Polonia ha formalmente attivato l’articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico, chiedendo consultazioni immediate al Consiglio del Nord Atlantico (NAC).

COSA PREVEDE L’ARTICOLO 4

L’articolo 4 stabilisce che “le Parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una qualsiasi delle Parti fosse minacciata”. Si tratta di una procedura di consultazione — non è in sé un comando a interventi militari collettivi — e serve a mettere la questione all’ordine del giorno dell’Alleanza, condividere informazioni, valutare rischi e decidere misure comuni.

L’invocazione apre diverse strade pratiche e politiche: riunioni d’emergenza del NAC, scambi di informazioni di intelligence, rafforzamento temporaneo della sorveglianza e delle missioni di Air Policing lungo il fianco orientale e, se necessario, l’invio di assetti aggiuntivi o supporto logistico e operativo da parte degli Alleati.

In passato altre consultazioni avviate con l’articolo 4 sono state seguite da decisioni concrete di posture difensive e misure di deterrenza; tuttavia, il passaggio all’articolo 5 (la clausola di difesa collettiva che considera un attacco a uno come un attacco a tutti) richiede valutazioni supplementari e un contesto differente — in particolare la conferma di un “attacco armato” diretto contro il territorio di un alleato.

Dall’istituzione dell’Alleanza, l’Articolo 4 è stato invocato poche volte, quasi sempre come strumento politico per coordinare una risposta a crisi gravi ma non automaticamente per attivare la difesa collettiva.

In tutto sono sette i precedenti: la prima volta nel 2003, quando la Turchia attivò le consultazioni con gli alleati in relazione al conflitto in Iraq. Nel 2014 Polonia e Paesi Baltici fecero lo stesso in occasione dell’invasione russa della Crimea e, insieme ad altri Paesi dell’Europa orientale, anche il 24 febbraio 2022, con l’esercito di Mosca che in marcia verso Kiev.

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