Droga invisibile, lo stupefacente che la passa liscia

Il commento lasciato da un profilo anonimo, su un gruppo Facebook, indica un link. E ci si ritrova in un sito di ‘Casa e Giardinaggio’, che nel suo forum nasconde le indicazioni per comprare ketamina o catinoni sintetici: alterano la percezione di sé, provocano allucinazioni e qualcuno li utilizza per aumentare il piacere sessuale. E’ droga, più potente di cocaina o ecstasy. E passa inosservata ai drug-test. Stupefacenti invisibili ai controlli che in Italia sono sempre più diffusi: nell’ultimo anno sono 60 le nuove sostanze rilevate nel nostro Paese, che proliferano di fronte all’inadeguatezza dei laboratori di quasi tutti gli ospedali italiani, impreparati all’analisi di centinaia di nuove molecole.

Dalle cantine del web alle botteghe criminali. Sui social comincia il percorso che spesso porta al dark web e infine in laboratori asiatici, statunitensi o dell’est europeo. E’ da qui che partono le spedizioni in pacchetti da meno di un chilo, leggeri come il tritolo e letali per il cervello. Con un grammo si ricavano al massimo tre dosi, che costano ognuna tra i 15 e i 30 euro, a seconda delle sostanze: polveri o liquidi che possono essere sniffati, ingeriti o fumati. In poco più di un anno e mezzo i Nas hanno sequestrato centinaia di migliaia di dosi, destinate a giovani e over 40. Nel 3% dei casi le stesse sostanze sono state rilevate nell’organismo di ragazzini sotto i 15 anni.

Le nuove molecole rilevate nel 2018 dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze sono circa sessanta. Alcune di queste sono già state rilevate su assuntori italiani, ma nonostante tutto, come altri centinaia di tipi, non sono ancora classificate come tali nelle tabelle aggiornate dal ministero. Tra le nuove sostanze, il 30% riguarda una nuova generazione di catinoni sintetici, uno stimolante utilizzato anche nella pratica del ‘chem-sex’, che ha lo scopo di prolungare il piacere sessuale. Nel 45% dei casi sono invece cannabinoidi sintetici ed a seguire le fenetilamine. Ma “per la quasi totalità dei laboratori negli ospedali, se hai assunto ad esempio catinoni, sei pulito.

800 molecole messe in lista dall’osservatorio europeo, ne sono state censite solo circa 250 nel nostro Paese e, di queste, solo cinquanta negli ultimi otto anni.

Le difficoltà ci sono anche sul piano investigativo, nonostante la stretta collaborazione dell’Interpol con le nostre forze dell’ordine. “Finora è possibile inserirsi in un pezzetto del traffico – spiega il comandante del reparto operativo dei carabinieri per la Tutela della Salute, Andrea Zapparoli – . La Cina, ad esempio, dove ci sono parecchi laboratori che producono droghe invisibili, non considera il fentanil (derivato della morfina ma più potente) una sostanza farmaceutica da controllare. Ma su questo c’è differenza anche tra i vari Stati europei”.

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