Dreamer: accordo Trump democratici per non deportarli

I leader democratici a Washington hanno annunciato di aver raggiunto un accordo con il presidente americano Donald Trump su un futuro provvedimento legislativo che tuteli centinaia di migliaia di Dreamer rispetto al rischio deportazione e porti all’attuazione di una serie di misure di sicurezza lungo il confine, muro escluso.

Un punto, quest’ultimo, sul quale è mancato l’accordo o non c’è stata piena comprensione, visto che la Casa Bianca ha successivamente negato che si sia deciso di escludere i fondi per la costruzione del Muro al confine con il Messico dall’ accordo.

 Il presidente ha discusso delle varie opzioni nel corso di una cena alla Casa Bianca che ha riunito il leader democratici al Senato Charles Schumer, e alla Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi. Nel corso dell’incontro si è parlato anche di riforma fiscale, infrastrutture e commercio.

In un comunicato, la Casa Bianca ha definito l’incontro ‘costruttivo’ e espresso il desiderio dell’amministrazione di portare avanti questi colloqui con i leader delle due parti. Secondo fonti bene informate citate dal Washington Post, Trump ed i suoi interlocutori si sono accordati per procedere rapidamente in direzione di un provvedimento legislativo che tuteli i cosiddetti Dreamer, i figli di immigrati illegali entrati nel paese minorenni.

Per Schumer e Pelosi si è trattato di un ‘incontro molto produttivo’. La discussione si è incentrata sul Daca (Deferred Action for Childhood Arrivals): abbiamo concordato sulla necessità di inquadrare in un testo di legge in tempi rapidi le tutele del DACA e di mettere a punto un pacchetto sicurezza sul confine, escluso il muro, accettabile per le due parti. Ovvero quel programma voluto da Barack Obama che proteggeva quei ragazzi senza le carte in regola a patto che studiassero o avessero un lavoro.

Poi è stata la volta della portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, che ha confermato che si è discusso di Daca e sicurezza al confine precisando tuttavia che certamente non è stato concordato di escludere dal pacchetto i fondi per il muro al confine.

La settimana scorsa quel programma era stato annullato proprio dall’amministrazione Trump con un provvedimento che di fatto metteva a rischio il futuro di 800 mila giovani ‘sognatori’. Ragazzi e ragazze che l’ex presidente Barack Obama aveva definito americani nel cuore e nello spirito, uguali agli altri in ogni altro modo a eccezione del certificato di nascita che senza una legge su misura sono a rischio deportazione.

A tavola non si è parlato solo del destino dei giovani figli dei clandestini: ma anche di come uscire dalla problematica della riforma sanitaria e di come procedere rispetto alla riforma delle tasse.

L’accordo c’è, è vero: ma il patto fatto ieri a cena non potrà dirsi definitivo fino a quando non sarà approvato dai repubblicani. E non tutti sono disposti a mandar giù le recenti manovre bipartisan del presidente. Che già aveva aggirato il partito siglando un compromesso sul tetto del debito in cambio del voto degli aiuti per l’uragano Harvey. E che ora temono che qualunque accordo su questioni di immigrazione possa irritare lo zoccolo duro della base repubblicana.

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