Draghi probabile proroga stato di emergenza

Lo stato di emergenza scade ufficialmente il 30 aprile. Non è ancora nota la strategia che intende adottare il governo Draghi, ma è ipotizzabile che il Consiglio dei Ministri decida per una ulteriore deroga. Da Palazzo Chigi non arriva nessuna conferma in merito, ma l’ultima data possibile per estendere la misura è quella del 31 luglio. Per capire meglio cosa significa per il Paese e cosa potrebbe succedere alla lotta al Covid senza lo stato di emergenza, è necessario fare alcuni chiarimenti.

Si parla di stato di emergenza quando alcune deroghe, altrimenti concesse agli Enti locali e alle istituzioni, passano in mano allo Stato, in caso di guerra o di eventi naturali o causati dall’uomo che richiedano interventi straordinari e norme di rapida emanazione.

La Costituzione in Italia non prevede esplicitamente lo stato di emergenza, anche se l’articolo 120 dice che “il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica”.

Questo deve avvenire quando “lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione“.

Nel nostro ordinamento è previsto che il Consiglio dei Ministri, su indicazione del capo del Governo, per fare fronte a calamità naturali e pericoli di livello nazionale deliberi lo stato di emergenza, regolato da due leggi ordinarie, del 1992 e del 1998. L’ultima norma porta questa misura a una durata massima di 12 mesi, che può essere tuttavia prorogata di altri 12 dopo la prima scadenza.

La delibera dello stato di emergenza stanzia l’importo per i primi interventi, mentre ulteriori risorse possono essere assegnate con successive decisioni in seguito alle valutazioni dei Commissari straordinari. Attraverso la firma di Dpcm e ordinanze, la Protezione Civile e gli enti della Pubblica Amministrazione delegati possono stabilire nuove norme da rispettare a livello nazionale, come avviene nel nostro Paese dal 31 gennaio 2020.

In quella data il governo Conte bis decise infatti di deliberare lo stato di emergenza, con una durata di 6 mesi, quindi fino al 31 luglio 2020. Nel corso del tempo sono arrivate diverse proroghe. La prima volta ha esteso la misura fino al 15 ottobre 2020, la seconda fino al 31 gennaio 2021 e la terza fino al 30 aprile 2021.

Trenta giorni prima della fine dello stato di emergenza, il Consiglio dei Ministri deve decidere quali interventi continueranno e in quale modalità, appuntando degli enti che dovranno operare in regime di continuità per la gestione della calamità.

Non essendo ancora arrivate informazioni concrete da Palazzo Chigi, è ipotizzabile che il governo Draghi decida per una ulteriore conferma fino al 31 luglio 2021, limite massimo previsto dalla legge. Alla fine di questo periodo, attraverso un intervento del Parlamento, potrebbe essere deciso di estendere lo stato di emergenza di ulteriori 12 mesi.

In previsione del perfezionamento della logistica della campagna vaccinale, è molto probabile che l’esecutivo continui a gestire la pandemia con ordinanze straordinarie e Dpcm, prorogando al 31 luglio lo stato di emergenza. Ma non è ancora chiaro cosa succederà allo scadere dell’ennesima proroga.

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