Draghi, la Bce e la ripresa lenta

La Bce si è riunita, come è noto, all’interno della Reggia di Capodimonte a Napoli ma l’epilogo della riunione del direttivo non è stata quello atteso. Mario Draghi non ha annunciato l’alleggerimento quantitativo per fornire liquidità al sistema, visto che le banche non prestano denaro, e famiglie ed imprese subiscono una stretta creditizia. C’è  da dire che il sistema delle banche è un sottosistema economico, e fornire liquidità alle banche non significa fornirla al sistema economico in generale, in quanto le banche potrebbero scegliere di non utilizzare la liquidità ma di depositarla, invece, presso la banca centrale stessa e godere di un tasso di interesse molto poco remunerativo, ma privo di rischi. La Bce ha lasciato invece i tassi invariati al minimo storico riconfermando scelte ed obiettivi che, a dire il vero, non sono affatto marginali in uno scenario di bassa crescita e di acclarata inflazione. C’è solo l’impegno unanime del consiglio direttivo di modificare le decisioni in corsa con “misure non convenzionali” per far ripartire l’economia reale. Questo a condizione che vengano rispettati paletti ben precisi, come  il rispetto del patto di stabilità e le riforme strutturali, quella del lavoro, prima  tra tutte, nessuna eccezion fatta. A chi ricorda a Draghi della volontà di Parigi di sforare i limiti del deficit risponde: “Anche la Francia ha firmato gli impegni dell’Eurozona su questo punto ed aspettiamo di leggere quale sarà la proposta del governo e poi la commenteremo”. Nella Reggia arriva anche l’eco delle proteste di piazza ed il governatore è pronto a rispondere alla domanda che la sottolinea: “Comprendo i motivi della protesta, con questa recessione che sembra non finire mai e che dà alla gente la sensazione di dover pagare anche per gli altri, in una debole situazione economica del Paese. Ma devo correggere l’idea che la Bce sia all’origine della crisi. Se andiamo indietro con la memoria, due o tre anni fa, prima che la Bce intervenisse, il sistema finanziario era pronto al collasso”.

Cocis

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