Draghi: “Italia cresce meno delle attese, ipotizzabile una manovra correttiva”

“L’Italia cresce meno rispetto al passato e significativamente meno rispetto alle aspettative”. Un rallentamento che “vale anche per altri ma è più marcato in Italia ma tuttavia è ancora “prematuro ipotizzare la necessità di rettificare il bilancio, non abbiamo ancora i dati”. Parlando al Parlamento Europeo, Mario Draghi, dipinge un futuro a tinte fosche per l’economia italiana ed europea.

Il numero uno della Bce continua ad essere preoccupato per le sorti dell’economia dell’Eurozona e rilancia l’allarme sui conti italiani che proprio non quadrano. Come nelle uscite precedenti le previsioni del Presidente per il Bel Paese non sono buone. Anzi, è molto preoccupato e forse, per la prima volta, non esclude un ‘intervento sui conti’ che significa manovra correttiva e nuovo salasso per i cittadini italiani per evitare una Grecia 2. Ad oggi restano dei campanelli di allarme,  delle raccomandazioni ‘veritiere’, un modo per dire “io l’avevo detto”, ma nessuno vuole spingersi oltre e dettare regole di comportamento perché tutti aspettano l’esito delle elezioni europee che potrebbero cambiare le linee di indirizzo della politica economica all’interno dell’Ue. Dalla estenuante austerità che ha creato non pochi problemi all’intera Eurozona si potrebbe passare ad una maggiore flessibilità: ma questo lo decideranno le urne a maggio e gli uscenti, compreso Draghi, si limitano a lanciare l’allarme. Le risposte alle problematiche di oggi e, soprattutto di ieri, spetterà darle e coniarle a coloro che arriveranno tra pochi mesi. Ora conviene così: dire che un problema esiste ma le soluzioni da prendere spetteranno ad altri.

“Grazie agli sforzi di tutti i cittadini Ue l’Eurozona è uscita dalla crisi”, con risultati “tangibili” come i 22 trimestri consecutivi di crescita e la disoccupazione al minimo da ottobre 2008. Ma negli ultimi mesi arrivano “informazioni più deboli dell’atteso”, e “la persistenza delle incertezze, in particolare collegate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo pesa sul sentimento economico”, spiega Draghi nel suo discorso al Parlamento Ue.

“Un Paese perde sovranità quando il debito è troppo alto”, perché a quel punto “sono i mercati che decidono”, e ogni decisione di policy “deve essere scrutinata dai mercati, cioè da persone che non votano e che sono fuori dal processo di controllo democratico”, ha aggiunto Draghi. “Il debito viene prodotto da decisioni politiche dei Governi”, e “la sovranità viene persa a causa di politiche sbagliate”.

Omar Scafuro

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