Donne al vertice

Una rivoluzione quella che vede quattro donne nominate manager di Stato e che cambia il volto delle ex partecipazioni statali. Parliamo di Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria  nominata all’Eni, Luisa Tadini alle Poste, Patrizia Grieco all’Enel e Catia Bastioli a Terna. Donne al vertice di queste aziende non si erano mai viste,  anche se nel ruolo di presidente non avranno incarichi operativi.  Descalzi e Francesco Starace sono stati  invece promossi amministratori delegati di Eni ed Enel; Mauro Moretti passa dalle Ferrovie a Finmeccanica, dove e’ confermato Gianni De Gennaro alla presidenza; Francesco Caio diventa l’amministratore delle Poste. Escono di scena Paolo Scaroni, Fulvio Conti, Flavio Cattaneo, ed Alessandro Pansa. L’ipotesi di Monica Mondardini come guida di Poste o di Enel è tramontata perché la stessa ha preferito di continuare il suo impegno alla Cir ed al Gruppo editoriale L’Espresso. Sono particolarmente soddisfatto per la forte presenza femminile,  ha commentato il premier, Matteo Renzi ,  segno di un protagonismo che chiedeva da troppo tempo un pieno riconoscimento anche da parte del settore pubblico, in linea, anzi all’avanguardia, rispetto alle migliori esperienze europee ed internazionali.   Il presidente del consiglio è intervenuto anche sul tetto fissato per le indennità del presidenti delle società. Il tetto fissato per le indennità dei Presidenti delle società, che passano in alcuni casi da cifre a molti zeri a 238mila euro annui lordi  costituisce una novità che speriamo si imponga come una best practice per tutta la P.A. e il segnale di una ritrovata sobrietà di un settore pubblico non più distante dai cittadini. Parlando con un ministro il premier ha commentato: “Eravamo il Paese del bunga-bunga ed ora le donne sono alla guida degli Esteri e della Difesa e presiedono le più grandi aziende italiane.”. Tutti i nominati hanno accettato di prendere 238 mila euro lordi all’anno, compenso pari a quello del presidente della Repubblica, accettando di ridursi lo stipendio, come ad esempio Gianni De Gennaro. Mario Moretti sarà poi il nuovo ad di Finmeccanica affiancando il presidente De Gennaro. La sua verve è polemica ma è molto determinato tanto da passare da ingegnere ferroviario al sindacato, Cgil, e scalare incarichi prestigiosissimi.

 

 

 

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