Domani, 14 dicembre, ‘Se tu avessi parlato Desdemona’, di e con Enrica Rosso, 14 e 15 dicembre al Teatro del Lido di Ostia

 

Il 14 e il 15 dicembre al Teatro del Lido di Ostia

in scena Se tu avessi parlato Desdemona, di Christine Bruckner, per la regia di e con Enrica Rosso.

Un monologo immaginario quasi in tempo reale: Otello sopraffatto dalla gelosia

 cerca la sua amata sposa per giustiziarla, meglio ucciderla che perderla.

Ma cosa sarebbe successo se Desdemona avesse parlato?

SE TU AVESSI PARLATO DESDEMONA

L’ultimo quarto d’ora nella camera da letto del generale Otello

di Christine Bruckner
uno spettacolo multimediale di e con Enrica Rosso
interventi visivi Massimo Achilli – allestimento scenografico Carla Ceravolo
costume e immagine Metella Raboni – atmosfere sonore originali Emiliano Rosch

Produzione La fabbrica dell’attore – Teatro Vascello Roma

In collaborazione con Le vie dei Festival

Il 14 (ore 11) e il 15 dicembre (ore 21) al Teatro del Lido di Ostia in scena un inedito Otello nello spettacolo multimediale di e con Enrica Rosso, scritto da Christine Bruckner. SE TU AVESSI PARLATO DESDEMONA, Un monologo immaginario dell’Otello di Shakespeare sopraffatto dalla gelosia. Ma cosa sarebbe successo se Desdemona avesse parlato?

Iconograficamente ammutolita dalla supremazia fisica di Otello, Desdemona muore seguita a breve dal suicidio di colui che, uccidendola, si è privato della sua stessa ragione di vita. «Creando Desdemona Shakespeare ci consegna la prima vittima di femminicidio della storia – commenta la regista Enrica Rosso – Christine Bruckner con questo breve monologo offre a Desdemona la possibilità di ribaltare la storia: un quarto d’ora per esporre le sue ragioni e dimostrare la sua innocenza all’uomo che ama e da cui è amata». Quindici minuti per rincontrarsi e sfidare insieme il mondo. Un monologo necessario che, con l’ausilio di tecniche multimediali, fa agire Desdemona – visivamente immersa nei suoi incubi – all’interno di un cerchio di protezione in cui sole e luna, maschile e femminile finalmente si incontrano. Qui Otello, prigioniero delle sue pulsioni, si moltiplica e prende corpo negli spettatori. La regia crea un luogo protetto e intimo dove ritrovarsi calando la maschera ed entrando in contatto con le fragilità dell’altro.

 

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