Dipinti in terapia intensiva per guarire prima

Opere d’arte in terapia intensiva: non come oggetti d’arredo ma come strumenti utili alla guarigione. Nelle nuove sale riservate a chi è in pericolo di vita all’antico ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova, che saranno inaugurate in autunno, le opere sono già state sistemate, visibili da ogni letto in cui troveranno posto i malati. E’ la prima volta che questa forma di arteterapia, in alcuni casi già sperimentata negli ospedali pediatrici, viene usata in terapia intensiva. Le opere Sono state realizzate appositamente da Luca Alinari, uno dei pittori contemporanei più conosciuti, che ha voluto interpretare nei suoi quadri oggetti di uso quotidiano, a metà tra un sogno piacevole e la concretezza della casa: volti, vasi, paesaggi per ottenere un “ospedale ad occhi aperti” che accompagni il risveglio. “Abbiamo commissionato le opere ad Alinari – spiega il direttore sanitario Marco Geddes da Filicaia – perché è un tipo di pittura positiva anche dal punto di vista terapeutico”. “Ci sono ricerche autorevoli – spiega Geddes – di come determinati colori e forme raffigurante riducano il ricorso agli antidolorifici e gli stessi tempi di degenza”.

(Ansa)

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