Difesa, Trenta: “Non me ne vado da casa, l’appartamento grande mi serve”

“Ormai la casa è stata assegnata a mio marito e in maniera regolare. Per quale motivo dovrebbe lasciarla?”. Così l’ex minisrea della Fifesa, Elisabetta Trenta, risponde al ‘Corriere della sera’, spiegando che “non ho chiesto subito l’alloggio pur avendone diritto, ma soltanto nell’aprile scorso. Ho resistito il più possibile nel mio. Un ministro durante la sua attività ha necessità di parlare con le persone in maniera riservata e dunque ha bisogno di un posto sicuro”.

E racconta anche dei motivi per i quali ha voluto lasciare la sua casa al Pigneto: “C’erano problemi di controllo e di sicurezza. In quella zona si spaccia droga e la strada non ha vie d’uscita. E poi io avevo bisogno di un posto dove incontrare le persone, di un alloggio grande. Era necessaria riservatezza”. Uno dei motivi per cui non lascia l’abitazione di servizio del marito è che a oggi la sua è “una vita di relazioni, di incontri”. E sull’abbandono della casa è ferma: “Quando l’incarico di mio marito sarà terminato lasceremo la casa come dicono le regole”.

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