Difendersi dal caro-bollette

Prosegue l’aumento del costo dell’energia elettrica (+2,9%) mentre quello del gas registra una lieve flessione (-2,7%): continuano a pesare sulle tasche degli italiani i costi fissi superiori alla media europea e in crescita dal 2008. L’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico ha comunicato le nuove tariffe luce e gas per il II trimestre 2017 relative al mercato tutelato. Un rincaro della bolletta elettrica pari al 2,9% dovuto agli effetti dei rialzi all’ingrosso di inizio anno per l’andamento dei collegati mercati europei e l’eccezionale ondata di freddo. Il costo del gas in leggera flessione (-2,7%) in un periodo dell’anno in cui l’innalzamento delle temperatura consente alle famiglie e alle aziende di dipendere meno dal riscaldamento.

Ciò che incide maggiormente sui costi delle bollette degli italiani  non è il prezzo della materia prima, bensì la tassazione che viene applicata. Nel nostro Paese nel settore domestico la percentuale di tasse e oneri parafiscali sul prezzo di vendita dell’energia elettrica e del gas metano è in aumento dal 2008 e oscilla dal 35% al 45%, valori ben superiori alla media dei Paesi europei.

Iva, accisa e addizionale regionale rappresentano un costoso gravoso per le tasche degli italiani, sia famiglie che imprese, soprattutto se si pensa che l’imposta sul valore aggiunto (10% – 22%) si applica anche, sull’accisa (imposta di consumo) e sull’addizionale regionale gas.

Una soluzione per difendersi dai rincari esiste e consiste nei ‘bonus gas ed energia elettrica’, una misura sociale, introdotta dal ministero dello Sviluppo economico e definita nelle modalità applicative, dalla stessa Autorità per l’Energia Elettrica, il gas e il Sistema idrico (AEEGSi) che permette alle famiglie con bassi redditi di ottenere una riduzione delle bollette dei consumi energetici.

I bonus sono una misura ancora poco utilizzata dalle famiglie poiché nel 2016 su 2 milioni di aventi diritto ne ha usufruito solo il 34% per l’elettricità e il 27% per il gas. E di questi solo il 30% ha rinnovato la richiesta. Il motivo risiede nella scarsa informazione da parte degli organi preposti.  I bonus per il 2017 consentono una riduzione fino al 30% (rispetto ai consumi annui), per redditi da 8.107,5 euro con una soglia massima di 20.000 euro per le famiglie con almeno 4 figli a carico.

La domanda per il bonus elettrico o gas deve essere presentata al proprio Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli. Tutte le informazioni e i materiali sono a disposizione sul sito HYPERLINK ‘http://www.autorita.energia.it/’www.autorita.energia.it o HYPERLINK ‘http://www.bonusenergia.anci.it/’www.bonusenergia.anci.it.

Detto questo chiariamo che  per pigrizia la maggior parte di noi ha lasciato in addebito bancario il pagamento delle utenze, il pagamento così arriva in automatico e spesso non verifichiamo gli importi riportati sulla bolletta confrontandoli con quelli del nostro contatore. Il problema dei contatori non è di poco conto: sono infatti milioni i contatori elettrici illegali, milioni quelli del gas, vetusti e imprecisi, e milioni anche i nuovi contatori elettrici troppo intelligenti, dei quali si sa che sono gestiti da remoto, a discrezione di chi li ha in carico e che, alla lunga, incentivano il consumo invece di aiutare a limitarlo. Se vogliamo risparmiare, dobbiamo controllare, paragonare e contestare per tempo. Una lotta continua dunque contro l’utilizzo di unità di misura illegali, letture tardive o errate e bollette complicate ad arte perché, chi li propone, scommette sul fatto che le clausole contrattuali non saranno lette o capite.

Ecco alcuni consigli pratici per fare un po’ di chiarezza

Scoprite quanto consumate realmente. Come? Leggete periodicamente i numeri riportati sul contatore, sia della luce e del gas, poi prendete le bollette e confrontate i dati. Bisogna concentrarsi sulle quantità piuttosto che sugli euro; Calcolate che un metro cubo di gas costa ormai più di un euro, e un kWh è prossimo ai cinquanta centesimi; un consumo medio di 3.000 kWh e 2.000 m3 di gas vi costa quindi circa 3.500 euro all’anno. Sulla bolletta della luce nella sezione ‘Riepilogo Consumi’ potrete trovare il consumo annuo in kWh, utile per fare dei confronti. Non confondetevi con il dato relativo all’ultima bolletta, il consumo fatturato fa riferimento solo all’ultimo bimestre.

• Copiate i dati dai contatori e comunicateli al fornitore, prima che emetta la nuova bolletta. I numeri verdi per comunicare l’autolettura li trovate nel foglio informativo allegato alla fattura.

• Siete d’accordo con quanto vi hanno addebitato? Bene. In caso contrario cominciate a guardarvi attorno. Ecco alcuni siti web per fare delle comparazioni:
Sos tariffe
Super Money

• Consultare su Internet anche il ‘trova offerte‘, servizio presente nel sito dell’AEEG – Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, nel quale si può verificare sia il fornitore che la migliore tariffa, secondo il proprio abituale consumo

• Come per l’elettricità, anche per il gas esistono siti che mettono a confronto i parametri e le tariffe, come ad esempio Facile.it
• Attenzione però, per valutare le proposte ‘di mercato libero’ dovete prima conoscerne quelle di ‘maggior tutela’. Dovete sapere quali sono i vostri attuali distributori, che non sono i vostri fornitori, perché nei contratti vi impegnate con entrambi.

• Se avete deciso di cambiare gestore e avete trovato offerte vantaggiose online, quando vi inviano il contratto, prima di firmarlo, o di dare il vostro assenso online, leggete sempre attentamente tutte le clausole proposte.

• Attenti alle offerte telefoniche! Non accettate proposte telefoniche di subentro che vi promettono considerevoli, ma irrealistici risparmi. Molti contratti on-line prevedono reclami on-line ed è sparito il call center; così per assurdo, se manca la luce e il computer è spento, non potete neppure reclamare.

• Se scegliete una tariffa bioraria, si può ottenere un discreto risparmio concentrando la maggior parte dei consumi per l’uso degli elettrodomestici nelle fasce orarie la cui tariffa è meno cara, dalle 19 di sera alle 8 di mattina nei giorni feriali e tutto il sabato, domenica e giorni festivi (fasce orarie F2 e F3 in bolletta), e meno nel resto della giornata (dalle 8 alle 19, fascia F1) quando i prezzi sono più elevati.

• Tenete sempre le bollette degli ultimi cinque anni, indispensabili in caso di contestazioni; ricordate che se non vengono a leggere i contatori, come invece dovrebbero, state ricevendo bollette in acconto su consumi stimati e non reali. Quando faranno la lettura reale vi manderanno il conguaglio che potrebbe essere una vera mazzata!

Controllare solo i numeri sulle fatture non è sufficiente a contrastare il caro-bollette, bisogna imparare anche a consumare con la testa. Seguite, nel limite del possibile anche questi consigli e a fine anno vi renderete conto che il vostro salvadanaio sarà molto più pieno.

• Illuminazione: sostituite le lampade tradizionali con quelle a basso consumo che utilizzano fino all’80% in meno di energia, hanno un rendimento uguale alle lampade tradizionali e una durata maggiore.

• Elettrodomestici: quando è possibile cambiateli con nuovi modelli in classe A+, A++ e i nuovissimi A+++, a basso consumo; sostituite i vostri boiler con scaldabagni elettrici dotati di timer, in modo che non rimangono accesi anche quando l’acqua calda non serve. Fate una prova, con bolletta alla mano, dei vostri consumi per fasce orari ed elettrodomestici utilizzati con il ‘pesa consumi’, reperibile direttamente sul sito dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas

• Stand-by: da spegnere se non utilizzati molto di frequente. Tagliando sullo stand-by si può arrivare a risparmiare in un anno 80 kg di CO2.

• Frigorifero: questo elettrodomestico consuma in media dai 200 ai 700 kWh all’anno a seconda della classe energetica di appartenenza e impiega il 25-27% dei consumi elettrici domestici perché è l’unico sempre acceso. Chiaramente è indispensabile, però occhio a queste cose: posizionatelo lontano dalle fonti di calore (forno, fornelli, termosifoni, luce diretta del sole) e distante dal muro, regolando il termostato in una posizione intermedia (dai 6 agli 8°C; dai -15 agli -18°C per il congelatore), perché ogni grado in più permette un risparmio del 6% di energia. Infine non dimenticate di sbrinare il frigo almeno una volta l’anno (gli strati di ghiaccio sulle pareti interne aumentano i consumi fino al 30%).

• Lavatrice: lavate alle basse temperature e cercate di fare lavaggi a pieno carico evitando il prelavaggio. Ad es. facendo solo due cicli di lavatrice a settimana a 40° invece che a 90°, si risparmierebbero circa 40 € in bolletta e 100kg di CO2. Il risparmio può crescere inoltre, montando all’ingresso dell’acqua un decalcificatore magnetico che permette di lavare a temperature inferiori (risparmiando metà del detersivo).

• Lavastoviglie: provate a non superare i 50°C e azionarla a pieno carico, dovreste così risparmiare fino a un quarto dell’energia pari a oltre 20 euro all’anno. Preferite i programmi rapidi e a basse temperature (50-55°C).

Per finire, tenete a mente che all’energia elettrica rilevata, il fornitore aggiunge energia stimata, per circa un terzo di quella rilevata. Controllando bene quindi, in caso di grandi discrepanze, potrete quindi autoridurvi l’ammontare della bolletta, limitandovi a pagare solamente l’energia rilevata. Analogo discorso vale per la fornitura di gas. Nella bolletta, il volume letto sul contatore è moltiplicato per un coefficiente e il prodotto ottenuto è espresso in standard metri cubi (Smc). Poiché lo standard metro cubo non è un’unità di misura legale, la bolletta può essere contestata e si dovrebbe riuscire a pagare solo i metri cubi rilevati sul contatore.

Naomi Sally Santangelo

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