Dieci anni fa esplodeva la fabbrica pirotecnica che mietette dieci vittime

Sono passati due lustri da quando, quella torrida mattina di mezza estate del 25 luglio del 2015, intorno a mezzogiorno un boato squarciò il silenzio nelle campagne modugnesi. Dopo lo scoppio si levò al cielo una grande nube di fumo e con essa volarono le vite spezzate di dieci lavoratori della fabbrica di fuochi d’artificio “Bruscella Fireworks” esplosa improvvisamente sulla strada che porta a Bitritto. “Una tragedia immensa colpì la nostra città, lasciando un segno profondo che ancora oggi non si cancella. Il ricordo di quella giornata non ci ha mai abbandonato”, scrive in un post sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia. “Oggi, con rispetto e commozione”, continua il primo cittadino, “rivolgiamo un pensiero a Vincenzo, Giuseppe, Vincenzo, Michele, Riccardo, Michele, Banga, Nigah Fardeep, Merja, Vincenzo. I loro nomi continuano a vivere nei nostri cuori e nella memoria collettiva di Modugno. In occasione del decennale, d’accordo con i familiari, abbiamo pensato di intitolare, con delibera di giunta comunale, un luogo della nostra città in onore loro e di chi che negli anni ha lavorato nell’azienda e al loro fianco, portando in alto il nome della Città di Modugno. Un gesto semplice, ma carico di significato. Perché certi legami non si spezzano, restano e ci accompagnano nel tempo e nella storia della nostra città. Un tragico ricordo quello di quella mattina e delle ore successive dei soccorsi e della ricerca di superstiti e vittime che rimarranno indelebilmente scolpiti nelle memorie e nei cuori di tantissimi modugnesi. Oltra al sindaco della cittadina che sorge alle porte di Bari, anche l’Anmil, l’associazione nazionale lavoratori invalidi e invalidi del lavoro, ha voluto ricordare quella tragedia, con una nota pubblicata sul suo sito. “Dieci anni sono passati dall’esplosione che sconvolse la fabbrica di fuochi d’artificio <<Bruscella Fireworks>>”, scrive l’associazione a cui è affidata la tutela e la rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro, aggiungendo che “il ricordo è ancora vivo e bruciante. Modugno si ferma oggi per commemorare una delle tragedie più gravi sul lavoro mai avvenute in Italia dal 1987. Un’esplosione violentissima, una nube di polvere e fuoco che, quel giorno, cancellò dieci vite in pochi istanti, lasciando dietro di sé solo silenzio e dolore. A dieci anni di distanza, Modugno continua a ricordare. Con dignità, con dolore. E con la speranza che il sacrificio di quelle dieci vite sia monito e guida per un futuro in cui il lavoro non costi mai più la vita”. Adesso a ricordare per sempre quella strage ci sarà una strada dedicata alle sue vittime che persero la vita mentre erano intenti a lavorare come da moltissimi anni facevano ogni giorno.

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