Diamanti (Conaf) “Serve una legge quadro sul consumo del suolo”

Un piano organico per il territorio, una legge quadro per il consumo del suolo, il coinvolgimento dei professionisti del settore e più formazione per alimentazione, ambiente e agricoltura. Sono alcune delle proposte del Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf). La presidente Sabrina Diamanti ne ha parlato nel corso di un’intervista a Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia di stampa Italpress.
“Abbiamo in programma – ha spiegato Diamanti – un documento da inviare al governo con alcune proposte progettuali. Abbiamo cercato di essere ascoltati anche in un ambito che sembrerebbe non coinvolgerci, che è quello dell’istruzione”.
“Quello che manca sul consumo di suolo – evidenzia – è la legge. Ci vuole una legge quadro. Abbiamo sollecitato un coinvolgimento per poter conferire il nostro supporto professionale e tecnico”. Il dissesto idrogeologico, secondo la presidente di Conaf, ha “componenti numerosissime ma in primis c’è una mancanza di capacità di progettazione degli ambienti. Spesso si trattano questi elementi solo in emergenza. Ci vuole un piano organico”.
Nell’ottica della prevenzione, Conaf e Protezione civile hanno sottoscritto un protocollo per il territorio. “Ne sono contenta – ha detto Diamanti – perchè finalmente potremo supportare un dipartimento importantissimo che lavora benissimo nel nostro paese. Adesso dobbiamo predisporre il programma delle attività. Il protocollo prevede un percorso di formazione per i colleghi in modo tale che possano intervenire anche negli aspetti operativi sia nella fase di programmazione per la difesa del territorio, che nella fase successiva”.
Sul fronte dell’occupazione, il ritorno dei giovani in agricoltura, per Diamanti, “è un bellissimo segnale. Secondo me – ha sottolineato – questa emergenza sanitaria ci riporterà a ricercare questo contatto con la natura, naturalmente anche puntando a una redditualità”. “Fortunatamente – ha aggiunto – il consumatore sta diventando più edotto, quindi vuole conoscere il prodotto che ha di fronte. Bisogna fare un lavoro di comunicazione che ci deve vedere coinvolti”.
“Riteniamo – ha evidenziato Diamanti – che non ci si possa più esimere dall’applicazione del programma dell’Agenda 2030. Il verde nelle città è fondamentale per la qualità della vita, quindi c’è bisogno di una modifica della progettazione delle nostre aree urbane con un suo incremento, non solo numericamente ma soprattutto in termini di qualità”.

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