Di Maio: ‘Vertice stasera, mi aspetto sì al salario minimo’

 

Inizia la settimana più calda per il governo Lega-M5S. I prossimi giorni saranno quelli decisivi per capire se c’è ancora voglia e spazio per dare un futuro all’esecutivo, se alla squadra serva un ritocco e quale strategia adottare nella trattativa con l’Europa per evitare l’avvio della procedura di infrazione: tre nodi irrisolti che si legano a doppio nodo l’un con l’altro.

Il premier, Giuseppe Conte, prima incontrerà il presidente del Ppe al Parlamento Ue, Manfred Weber, poi vedrà i suoi vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, in un vertice nel quale ripeterà per filo e per segno le stesse parole già dette in conferenza stampa prima di partire per la visita diplomatica in Vietnam: o si va avanti mettendo da parte i veleni della campagna elettorale oppure la giostra si ferma e tutto torna nelle mani del capo dello Stato.

Molto dipenderà dalle notizie che arriveranno dal Mef. L’iter della prossima manovra parte già col gap di 23 miliardi da trovare per sterilizzare quelle clausole che farebbero aumentare l’Iva, poi ci sarà da mettere in fila obiettivi, priorità e possibilità. Ma i conti andranno fatti con l’oste Giovanni Tria, che al G20 di Fukoka ha annusato l’aria ragionando se caldeggiare una manovra correttiva o giocarsela alla “roulette russa” con la Commissione Ue, come vorrebbero i due vicepremier. Lo spettro della procedura di infrazione, però, spaventa e la logica suggerisce di mantenere la linea del dialogo.

Il vertice di stasera tra Giuseppe Conte e i due vicepremier”andrà bene se rimettiamo al centro della stanza i cittadini”: a dirlo è il vicepremier Luigi Di Maio a Radio Cusano Campus. “Mi aspetto risposte sul salario minimo e che la Lega ritiri gli emendamenti che provano a fermarlo. Mi aspetto l’accordo sull’abbassamento delle tasse con il carcere per i grandi evasori. Mi aspetto il sì alla lotta ai privilegi, perché siamo in ritardo sul taglio degli stipendi dei parlamentari”, ha aggiunto.

Il timing è già scandito: domani,  11 giugno si incontreranno i direttori del Tesoro dei Paesi europei e alla fine settimana toccherà invece ai ministri dell’Economia. Saranno riunioni importanti per guadagnare tempo ed evitare perlomeno che il Consiglio Ue  adotti l’iter “più rapido”, che porterebbe a una decisione già nel prossimo mese di luglio. Magari usando come argomento convincente una ‘revisione’ della squadra di governo.

Lo stesso Salvini, collegato telefonicamente con Radio Maria, ha detto che nel dialogare con l’Ue, “cercheremo di rispettare tutte le regole, in maniera educata e rispettosa, però se ci vogliono far aumentare le tasse noi diremo di no, e andremo fino in fondo”.

 

 

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