Di Maio: reddito di cittadinanza agli italiani

A pochi giorni dalla messa a punto del provvedimento che introdurrà il Reddito di cittadinanza è giallo su quali saranno i requisiti di accesso alla misura di contrasto alla povertà a partire dalla possibilità per gli stranieri residenti in Italia di ottenerlo. Oggi il vicepremier Luigi Di Maio ha smentito la bozza circolata in questi giorni che prevede che la prestazione sia concessa anche a coloro che hanno un permesso di lungo soggiorno e risiedono in Italia da almeno cinque anni affermando che la legge riguarda il diritto di cittadinanza per coloro che sono cittadini italiani. Ha poi aggiunto che il governo cambierà la norma di ‘lungo soggiorno’ che ora equipara gli stranieri agli italiani dopo 5 anni di residenza.

 Impedire a chi non è italiano di accedere al reddito però va contro la legislazione europea. Per questo ora la ‘volontà politica’ sarebbe di alzare l’asticella e dare il beneficio ai residenti da dieci anni, il tempo peraltro che serve per ottenere la cittadinanza. È ancora da capire però se questo limite particolarmente stringente sia conforme alle norme europee e alla Costituzione. Bisognerà attendere il testo per verificare come sarà sciolto il nodo, anche rispetto alle norme europee in materia.

Fatto sta che il vicepremier ha dovuto cedere alle pressioni della Lega. E non è la prima volta. Il Carroccio ha infatti chiesto sia di limitare la platea ed escludere gli immigrati, sia di impedire che il reddito diventi puro assistenzialismo. Nel primo caso hanno imposto di alzare l’asticella, nel secondo di introdurre sgravi a favore delle aziende che assumono i beneficiari: in pratica chi fa un contratto a tempo indeterminato può incassare le mensilità rimanenti, fino a un massimo di sei. Provvedimenti che ora rendono un poco più digeribile questa riforma all’ala leghista del governo.

Sulla misura comunque ci sono anche altri nodi. Uno riguarda la previsione di un limite di reddito familiare (oltre all’Isee).

E mentre si lavora al decreto  restano aperte le domande anche sulla pensione di cittadinanza. Di Maio  ha detto che l’arrivo della pensione di cittadinanza a 780 euro è previsto tra febbraio e marzo ma non è ancora chiaro quali saranno le prestazioni che saranno aumentate. Per le pensioni di cittadinanza il limite di reddito per un single per l’accesso a questa misura sale a 7560 euro annui. Naturalmente le prestazioni saranno integrative rispetto a quanto già si ha. Infine il vice premier ha risposto al presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, preoccupato per l’emergenza lavoro sottolineando che oltre al beneficio economico il Reddito di cittadinanza punta sull’impegno delle persone coinvolte in un progetto formativo che dovrebbe puntare al reinserimento nel mercato del lavoro.

 

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