Di Maio: ‘Non credo che l’Ue andrà fino in fondo’

“Per me di manovre restrittive non se ne deve neanche parlare”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Rtl precisando che “in questo momento lavoriamo alla nuova legge di bilancio e mettiamoci dentro le cose che servono agli italiani e mi aspetto che sul salario minimo, visto che c’e’ già un’apertura, già oggi si cominci a lavorare molto meglio”.

“Non so prevedere il futuro ma non credo che andranno fino in fondo”, ha spiegato in merito alle decisioni dell’Ue sulla procedura di infrazione per l’Italia. “Non credo che l’obiettivo sia andare contro l’Unione Europea, ma di abbassare le tasse e migliorare la condizione degli italiani. Per ottenere quell’obiettivo ci vuole dialogo con la Ue ma anche prese di posizione ferme”.

“Nessuno riuscirà mai a mettermi contro il presidente del Consiglio perché Conte ha sempre portato avanti le battaglie all’Unione europea con il governo italiano e continueremo a farlo”, ha quindi spiegato.

Il vicepremier è intervenuto sul tema dei mini-Bot: “L’obiettivo è ripagare le aziende che hanno crediti con la pubblica amministrazione poi che si chiamino mini-Bot o mini Luigi o mini Pierluigi non cambia niente”.  “L’importante – ha ribadito – è che si paghino i soldi che devono avere le aziende dallo stato e che non stanno avendo”.

Poi il premier ha parlato di M5S: “Il movimento cosi com’è, così come non è strutturato né organizzato non può andare avanti se non si dà un radicale cambiamento alla sua struttura organizzativa”. E ha precisato che “non si può pretendere di non avere un’organizzazione interna e prendersela sempre con me qualunque cosa succeda. Io sono sempre disponibile a prendermi tutte le responsabilità però adesso anche basta”.

Su “Whirlpool non ha tenuto fede ai patti e si è rimangiata la parola e dice di voler chiudere lo stabilimento di Napoli” e per questo il vice premier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio oggi “firmerà una direttiva ministeriale che revoca tutti gli incentivi, ne hanno avuti circa 50 milioni di euro dal 2014 a oggi, perché in Italia ci dobbiamo far rispettare” all’azienda. “Se vieni in Italia e prendi i soldi dello stato non e’ che poi te ne vai e chiudi gli stabilimenti tenendo un atteggiamento contrario ai patti”.

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