Di Maio avvia tour: ‘Sarà rally elettorale’

‘Nessuno di noi evoca Russiagate, nessuno di noi chiede leggi per la censura, nessuno di noi fa soldi sul web. Chiediamo semplicemente di difendere la libertà degli elettori e dei nostri figli’,  Renzi torna alla carica su quella che definisce una propaganda inaccettabile delle fake news dopo che i 5 Stelle rilanciano, ad alzo zero, contro il warning suonato alla Leopolda sulle cosiddette ‘bufale’. I 5 Stelle hanno infatti reagito a stretto giro alla denuncia del segretario Pd con il blog di Beppe Grillo che contrattacca: ‘Spacciano per inchieste giornalistiche sulle fake news una ricerca condotta da un dipendente di Marco Carrai, fonte, vista la sua estrema vicinanza a Renzi, piuttosto discutibile. Diciamocelo chiaramente: sembra un giochino apparecchiato su misura al segretario del Pd, oramai in caduta libera’. Renzi controbatte: ‘Stanno messi male, non c’è dubbio’.

 Carrai nega: ‘Non esiste. Ecco, questo è un esempio di fake news’,  dice al Corriere della Sera dove annuncia che stiamo lavorando con uno scienziato di fama internazionale alla creazione di un ‘algoritmo verità’, che tramite artificial intelligence riesca a capire se una notizia è falsa. L’altra idea, è creare una piattaforma di natural language processing che analizzi le fonti giornalistiche e gli articoli correlandoli’.

Un intervento è auspicato anche dal presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro: ‘Come sempre ci sono spazi perché la legislazione diventi più puntuale, tutte le volte che si sposta il faro dal regime off line a quello online. Uno dei temi è quello della tempestività degli interventi’.

Il M5s dichiara  ufficialmente aperta la ‘corsa’ al voto. Una competizione che il M5s ha già ribattezzato un ‘rally’ elettorale che punta, con Di Maio e Di Battista in ‘pole position’, al traguardo del governo. Obiettivo da raggiungere cercando di tenere a bada l’offensiva fake-news.

  M5s afferma di non  sottovalutare il problema che, sostiene, non si affronta con una nuova normativa: ‘C’è una bruttissima prassi della politica italiana per cui ogni volta che c’è un problema si vuole fare una nuova legge’. Quella che vuole fare il Pd. Il progetto dem punta a responsabilizzare i gestori di social network obbligandoli a dotarsi di un sistema di recepimento reclami per le fake news: un meccanismo di autoregolamentazione interna, insomma, come già avviene in Germania. Il provvedimento è quasi pronto e a giorni sarà depositato in Senato.

Intanto a sostegno della tesi delle due testate Usa interviene il blogger e debunker David Puente: ‘Nyt riporta dati che avevo riscontrato anche io in maniera indipendente’,  afferma sul suo blog dove mostra punti di contatto tra siti indipendenti che si ispirano al M5s e alla Lega: ‘Siti collegati a Salvini sono accomunati in rete al M5S, visto che hanno la stessa matrice, cioè la pubblicità, legata agli stessi soggetti’.

Fanno finta di scontrarsi, attacca il dem Matteo Orfini,  e poi su questo terreno Salvini e Di Maio sono la stessa cosa?.

 

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