Di Battista: “Vorrei legge sul doppio mandato”

“La politica non è una professione, dopo un po’ perdi in libertà e onestà intellettuale. E l’onestà intellettuale era ciò che amava maggiormente Gianroberto”,  ha detto Alessandro Di Battista alla presentazione della quinta edizione di Sum, a cinque anni dalla scomparsa di Gianroberto Casaleggio, fondatore assieme a Beppe Grillo di M5s.

Parlando della sua ‘rottura’ con il Movimento, l’ex parlamentare spiega: “Fondamentalmente io non condividevo più alcune scelte e senza sbattere la porta mi sono fatto da parte, perché per me le idee contano di più di una appartenenza o della possibilità di fare carriera politica.  Io non entro in polemiche, dico soltanto quello che disse Gianroberto in quel ventoso pomeriggio a Genova e che è stra-attuale cioè i parlamentari, e comunque le persone che vengono elette, devono rispondere al popolo, questa si chiama democrazia, non è populismo. Gli eletti rappresentano la nazione, la Repubblica, sono rappresentanti dei cittadini, posto che la logica del pensiero di Gianroberto nacque per creare una rottura con l’intermediazione che ieri, e anche oggi, le tecnologie consentono, perché intermediare è sempre un esercizio del potere e quando hai troppo potere il rischio di abusarne è insito nell’essere umano. Il concetto della democrazia diretta e della lotta alla politica professionista è fondamentale. Io sogno un paese in cui vi sia per legge, per tutti quanti, l’impossibilità di essere eletti per più di due volte nelle istituzioni.  Io ci sono stato e lo so come funziona il palazzo. Lo dico a tutte le persone che mi seguono: fidatevi di me su questa roba. Se stai troppo tempo lì dentro poi inizi a pensare che la carriera politica sia più importante della possibilità di servire i cittadini che ti hanno permesso di stare lì dentro. E’ umano, perché se tu inizi a pensare che il tuo posto di lavoro sia quello, pur di salvaguardarlo farai di tutto, anche scendere a compromessi con la tua coscienza o con le tue idee. Ci sono politici che privatamente ti dicono una cosa ma non possono prendere quella posizione per la realpolitik o perché le pressioni sono troppo grandi. Questo è il pensiero di Gianroberto ed è fondamentale portarlo avanti perché coincide con una costruzione di democrazia diretta che abbiamo solo iniziato. Dobbiamo imparare dagli errori commessi in precedenza anche per inesperienza, ma dobbiamo continuare. I nostri lobbisti sono i cittadini italiani. Invece, i politici di professione si piega a determinate decisioni per salvarsi il deretano e continuare la carriera in politica. Da Gianroberto Casaleggio ho imparato la coerenza e a prendere decisioni scomode che hanno pregiudicato anche la mia vita politica’.

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